Supernino e il superpotere della semplicità

“Supercinema”, no non è il nome di un nuovo cinema in centro, ma il titolo dell’album di Supernino, artista dai superpoteri ordinari e con un gran gusto per la musica e i film. Uscito il 16 aprile per Sony, “Supercinema” è la mescolanza di più racconti messi assieme, così come per i generi e i featuring: da Willie Peyote ad Auroro Borealo.

Insomma, lasciamo che sia il “cantautore rap” torinese a raccontarci qualcosa in più del suo nuovo progetto!

Ciao Supernino, benvenuto! Ti chiediamo tanto per metterti a tuo agio di presentarti a chi ancora non ti conosce parlandoci dei tuoi “superpoteri”!

Ciao ragazzi! Piacere, mi chiamo Supernino, sono un cantautore e scrivo testi fin da quando ero piccolo. Ho iniziato scrivendo filastrocche per prendere in giro mio fratello, poi sono cresciuto ma continuo a scrivere testi per prendere in giro il mondo e me stesso in primis. In un mondo in cui tutti si sentono speciali, il mio superpotere è non avere superpoteri, essere un ragazzo normale senza nessuna dote in particolare… e poi vabè so muovere le palpebre in senso verticale, che non è male.

Il 16 aprile pubblichi il tuo album “Supercinema” ti va di raccontarci come nasce l’idea che tiene stretto poi tutto il disco?

Questo disco è stato abbastanza un lungo parto, alcuni dei brani che sentite risalgono al 2018 addirittura. In ogni caso penso l’attesa sia stata comunque un bene, mi ha permesso di trovare un’etichetta, la Sony, e di fare un lavoro che reputo professionale. Avessi scelto di pubblicare tutto subito probabilmente avrei fatto uscire il disco da indipendente con tutte le conseguenze del caso. Tutti questi brani scritti in periodi diversi della mia vita sono per certi aspetti molto differenti tra loro, come sonorità e come generi, ma hanno comunque un sacco di fili conduttori, sono brani potenti ed energici, e raccontano delle storie, storie in cui la realtà e la finzione si mescolano, un po’ come nei film. Da qui il nome di Supercinema appunto.

Nell’album ci sono due featuring anche molto importanti come quella di Willie Peyote in “Sto” e Auroro Borealo in “Ansia”, come hai scelto le tue collaborazioni per questi due brani?

Nella scena musicale torinese ci si conosce più o meno tutti, Willie ad esempio l’ho conosciuto tramite un amico in comune, che è poi uno dei miei produttori, il quale ci ha messo in contatto per fare un pezzo insieme. Così una sera, dopo aver mangiato una pizza da Marfi a San Salvario e shottato qualche San Simone, siamo saliti a casa e abbiamo registrato “Sto”.

Con Auroro invece ci siamo incrociati più volte a Milano in occasione di qualche festival e ogni tanto lo beccavo a Crescenzago quando vivevo lì.  L’ho sempre stimato tantissimo come artista, così gli ho chiesto di fare un pezzo insieme. Non potevo desiderare di meglio per il mio disco, sono due artisti che rappresentano perfettamente quello che è Supernino, mi rivedo in Willie per il mio essere un po’ “cantautore rap”, poi siamo entrambi di Torino, e allo stesso tempo mi rivedo in Auroro, per la sua ironia e il suo essere eccentrico.

Ispirandomi al brano “Sitcom” mi viene spontaneo chiederti quanto le serie o film ti influenzano nella scrittura dei tuoi brani

Ci sono state delle serie come Black Mirror che mi hanno influenzato più di altre, soprattutto nella visione distopica della tecnologia nel futuro. Il tema della tecnologia e dell’impatto che può avere sulla società è un qualcosa che mi affascina e mi interessa da sempre ed è anche parte del mio lavoro quotidiano (lavoro nel settore dell’intelligenza artificiale). In generale mi viene da dire che tutte le storie che mi appassionano influenzano la mia scrittura, che siano prese dalla vita vera, dalla TV o dalla mia fantasia.

Se noi fossimo al tuo “Supercinema”, ora che i cinema sono finalmente riaperti, quale film proietteresti per noi amanti della musica?

Un film che consiglio tantissimo a tutti gli amanti della musica e in particolare ai musicisti è sicuramente Whiplash, è pazzesco quanto faccia venire voglia di suonare ed esercitarsi dopo averlo visto! E poi perché no, dopo la proiezione non sarebbe male fare un bel concerto direttamente dentro il cinema… è uno dei miei sogni nel cassetto riuscire a presentare il mio disco Supercinema proprio in un cinema.

a cura di
Ilaria Rapa

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