“Malacarna”, l’Ep omonimo del nuovo progetto di Vince Pastano

Dopo l’anteprima in occasione del Record Store Day e anticipato dal Lyric video di “Nunn’è rrelore” e dal visualizer di “Maria Lou” è uscito martedì 15 giugnoMalacarna“, l’Ep omonimo di debutto del nuovo progetto di Vince Pastano insieme al cantante Tony Farina e all’artista visivo Dorothy Bhawl.

Un progetto assolutamente particolare, che nasce dall’idea di coniugare testi in dialetto lucano con sonorità Blues/Tribal/Cinematic/Goth/Industrial, il tutto inserito in uno specifico concept grafico e visivo dal forte impatto

Malacarna

Le sei tracce che compongono il lavoro si possono trovare in formato vinile rosso edizione limitata da 180 gr. e in digitale esclusivamente sul canale Bandcamp della Stridulation Records, la label del del tre volte grammy Marc Urselli.

I primi passi del progetto vedono la luce nel 2016, originariamente con testi in lingua inglese. Successivamente la svolta con la decisione di utilizzare il dialetto lucano (per la precisione il burgentino), linguaggio derivante dalle origini del cantante Tony Farina. La matrice musicale è il Blues, su cui si inserisco ed espandono inserti Tribal, Ambient, Noise, Goth e Industrial. Le sonorità derivanti costruiscono atmosfere cupe e cinematiche, in grado di fornire la colonna sonora ideale di un Sabbath o di un rito pagano.

Vita, Amore, Morte, un costante connubio

Dal punto di vista lirico, la trilogia tematica Vita/Amore/Morte costituisce la linea guida dei testi, i quali attingono a piene mani dalla cultura popolare e tradizionale del Sud Italia, in un continuo mix e connubio di sacro e profano, credenze religiose e superstizioni, storie al confine tra il mitologico e il grottesco. Lo sviluppo dei testi parte sempre da detti locali, storie popolari, citazioni o situazioni familiari.

Testi quindi come poesie folkloristiche, in cui la poetica della detrazione rappresenta la chiave di volta per la costruzione del linguaggio che, nonostante l’uso del dialetto (che limita la comprensione a pochi), nasconde in sé una sua morale universale (come in realtà fanno i “detti popolari”, chiari esempi di messaggi locali con potenza espressiva ed evocativa globale).

Il nome stesso del progetto deriva da un soprannome familiare: un nomignolo che porta con sé l’intero compendio delle credenze popolari meridionali verso una figura che al contempo incuteva rispetto e timore.

Da segnalare il prezioso featuring di Raiz nel brano “Oh Signore”, mentre Donald Renda (batteria) e Fabrizio Luca (percussioni) sono gli altri musicisti coinvolti. Registrazione e mix a cura di Antonello D’Urso; mastering a cura di Antonello D’UrsoClaudio Adamo presso gli storici studi Fonoprint di Bologna.

Tracklist

1. Nunn’è rrelore
2. Maria Lou
3. Oh Signore (feat. Raiz)
4. ‘U mile granate
5. Mare Citte
6. Resta cu mm

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