Murdaca: “Come si fa” è il racconto di un flashback

Classe ’98 e “Come si fa” è il suo nuovo singolo per l’etichetta Revubs Dischi: stiamo parlando di Murdaca, artista che si è fatto conoscere con “Identikit” prima e “Sabbie mobili” poi. Torna questa volta con un singolo che sembra tracciare un filo conduttore tra i tre singoli insieme però ad una base di continua e accurata sperimentazione musicale.

L’elettronica e i sintetizzatori sono i suoi elementi distintivi, oltre alla sua abilità di restare in piedi sulle sabbie mobili della vita. Affascinati dalla sua musica e dai suoi “superpoteri” non potevamo che ospitarlo su Posta indipendente!

Ciao Murdaca benvenuto, ti chiediamo di presentarti al pubblico di posta indipendente che ancora non ti conosce!

Ciao a tutti! Sono un cantautore della provincia di Milano classe 1998. È appena uscito il mio terzo singolo per Revubs Dischi. Amo il bianco e nero e sono un disordinato cronico.

Ma passiamo subito alla tua ultima uscita per Revubs Dischi che è “Come si fa”, ti va di raccontarci l’idea che è alla base del singolo?

Come si fa è il racconto di un flashback. Mentre sono qui fermo, tutto intorno a me scorre velocissimo. Penso che tutti vorremmo in qualche modo non sentire il peso del tempo, ma come si fa? Come si fa a recuperare quello che ci siamo persi per strada?

…a questo punto siamo noi a chiederti “ma come si fa a restare in piedi”?

Bisognerebbe tornare bambini, o almeno provare vivere con lo spirito leggero di un bambino, senza rimpianti, senza troppa consapevolezza.

Rispetto ai tuoi singoli precedenti c’è stata una ricerca musicale uguale o divergente nella stesura del tuo ultimo singolo?

Diciamo che l’intenzione nella stesura del testo e della struttura è analoga, ma allo stesso tempo la ricerca sonora è in evoluzione. L’evoluzione e la continua contaminazione sono per me le cose più importanti nella musica. 

Mi ha incuriosito molto la copertina del singolo dove ci sei tu immobile mentre alla tua sinistra si vede un’ombra piano piano scomparire: che rapporto hai col tuo passato?

È un rapporto di amore e odio. Amore per i momenti indimenticabili vissuti grazie alla musica, passione condivisa fin da bambino con mio padre e mio fratello. Odio perché come sempre, dedicandosi interamente a qualcosa, si rinuncia inevitabilmente a qualcos’altro che al momento può sembrare irrilevante ma col passare del tempo diventa un sacco di cemento sulle spalle. Mi risulta difficile trovare un equilibrio in questo.

Salutaci consigliandoci un album che hai ascoltato di recente e che dovremmo assolutamente ascoltare!

Album italiano: Motta – Semplice

Album Internazionale: Unknown mortal Orchestra – Multi Love

a cura di
Ilaria Rapa

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