“Alie”, il disco migliore dei Cats on Trees

“This record’s biggest victory”, afferma la band, “is the fresh impetus it’s given our relationship”. Da oltre 18 anni Nina e Yoan fanno musica insieme. Con questo terzo album, i Cats on Trees hanno realizzato quello che loro definiscono il loro disco migliore ma hanno anche affermato la forza dell’amicizia che li sostiene.

Il duo francese formato da Nina Goern e Yohan Hennequin torna sulla scena con Alie, il loro miglior prodotto ad oggi, un disco riuscito che esprime pienamente il talento e il dinamismo della band di Tolosa.

Il duo di Tolosa

Dopo alcune esperienze con gli Aeria Microcosm e con i My Own Private Alaska, Nina Goern e Yohan Hennequin fondano nel 2007 i Cats on Trees ricevendo già al lancio del loro primo omonimo album Cats on Trees un largo successo. La lingua scelta è l’inglese ma questo non frena le vendite del loro primo album che si piazza immediatamente tra i più venduti della Francia e il singolo “Sirens call” tra i più ascoltati del paese.

Nel 2019 esce “Neon” il secondo album in studio, un progetto che sviluppa le sonorità abbozzate con il primo album e definisce al meglio la cifra stilista del duo di Tolosa. Il disco è tra i più ascoltati di Francia e il singolo “Keep on Dancing” compare anche nelle classifiche oltre oceano.

Il 2022 è l’anno di Alie, disco anticipato dai due singoli “Please Please Please” e “She was a Girl“, quest’ultima ispirata al brillante documentario Petite Fille di Sebastien Lifshitz, che racconta di una bambina nata nel corpo di un bambino.

Una volta revocate le restrizioni sanitarie, il duo si è riunito nel loro studio di Tolosa per finalizzare le registrazioni dei nuovi brani di cui sia il produttore Liam Howe (noto per il suo lavoro con Lana Del Rey, FKA Twigs ed Ellie Goulding) che il sound engineer Mark “Spike” Stent (Lady Gaga, Elton John, Muse) si sono innamorati al primo ascolto.

Alie

Alie” è l’ultima fatica dei Cats on Trees ed è forse il progetto più introspettivo della band.  Il disco trasmette il sapore profondamente umanista della band di Tolosa: parla di emozioni, di sentire la mancanza di qualcuno, delle difficoltà di essere genitori, lo stare in coppia o da soli in un mondo chiaroscuro. Raggiungere la luce comporta un viaggio nella tristezza e, sebbene la malinconia abbia sempre tinto le canzoni di Cats on Trees, qui il duo la abbraccia e la trasforma astutamente.

La malinconia di Alie

Il disco si apre con “Please Please Please” un singolo dalle sonorità pop e post rock. La voce di Nina è più delicata ed eterea che mai, quasi come se la band ci volesse ricordare del talento della frontman francese. La canzone è inoltre un palese omaggio agli ABBA per i quali la band non ha mai nascosto la grande influenza sulla loro musica.

La malinconia che da sempre caratterizza la band si può ritrovare nel pianoforte di “Nobody“, nel ritornello di “Nino” o nella ballata acustica di “Lost Found Love“. Questo mood però si alterna in maniera astuta con canzoni dal carattere pop e dai ritornelli pieni di vitalità e gioia. “Alie“, canzone che dà nome al disco, spiega perfettamente la personalità duale della band.

L’album comprende anche tre canzoni scritte e cantate in francese, “Nino“, “Une nuit ou deux” e “Tendresse“, le più poetiche dell’album.

L’amore per la poesia

Le sonorità dei Cats on Trees richiamano all’orecchio artisti come Milky Chance o i Flora Cash ma la particolarità della band di Tolosa sta sicuramente nella capacità di dinamismo che contraddistingue da sempre la loro musica. “Alie” è un album riuscito in tutte le sue parti: la varietà è sicuramente il punto di forza, Nina interpreta la poetica dei testi in maniera naturale (a tratti disarmante) e anche i brani più pop e ritmati sono inseriti sapientemente nella scaletta.

a cura di
Stefano Cremonese

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