Recensione di “Ma Tu” dei Tamè: paesani del soul

I Tamè sono una band che nasce nel 2018, nel torinese, dopo che cinque ragazzi vi si trasferiscono per motivi di lavoro. Della loro musica raccontano le reference internazionali e che propone un repertorio di brani indie soul, con melodie pop, suoni elettronici e un po’ di funky. La ricerca ritmica ed armonica del beat, la sintesi di nuove sonorità e l’utilizzo  di campionatori contraddistinguono il loro processo creativo e l’arrangiamento dei brani. 

Due informazioni al volo: Tamè, che significa letteralmente “Toh guarda”, si tratta di un’espressione dialettale comune nelle regioni del centro sud nonché esclamazione ricorrente durante le riunioni della band. La produzione dell’album, inoltre, è affidata a Stefano Casalis aka Natty Dub, grande produttore e membro dei Funk Shui Project, che vantano la collaborazione di Davide Shorty, Hyst, Willie Peyote. “Ma tu” è il loro primissimo disco, lo andiamo quindi ad ascoltare con grande curiosità.

Il disco

“Ma tu” si compone di 10 tracce per un totale di 33 minuti circa: un biglietto da visita importante che mette in risalto il lavoro e la dedizione dietro questo progetto.

Il disco apre con Pasanè, traccia funky dai piani elettrici e beat coinvolgenti con un cantato traccia la melodia tra parti ritmate e pezzi in dialetto. Evolversi senza dimenticare le proprie radici è il tema della traccia, dove il protagonista è infatti il Pasanè, ovvero il paesano dentro ognuno di noi. Segue una traccia più soul e cupa come Estraneo, dove il rimpianto è il tema principale; c’è poi Prequel, che con “Ti cerco nei miei ricordi anche se ora ti ho davanti” racconta di chi non sa godersi quello che ha, e continua a muoversi di stazione in stazione. Cantato più ruvido e campionamenti incredibilmente musicali.

Sturbo è invece più RnB: bassi più potenti, ritmo coinvolgente, cantato molto melodico. Un brano sensuale decorato da trombe, piani elettrici ed effetti vocali super funzionali. La più leggera Manifesti, il sax di Dinosauri, il funk di Al Buio e il solo di Illogico li lasciamo scoprire a voi.

La recensione

Ma Tu è un bel disco: brillante, vivo, leggero. Il mix riesce ad esaltare tutti i suoni, campioni, cori senza nasconderne altri; la voce riesce ad essere uno strumento tra gli altri, sempre al centro ma mai a coprire il resto delle tracce, tra alti e bassi, parti ritmiche e cantate riesce sempre ad essere limpida, curata e dinamica.

Soul, RnB, note Jazz e chitarre Funk. Questa è solo parte della ricetta con la quale è nato Ma Tu, perché all’ascolto trapela anche un’ottima sinergia da parte di tutti i musicisti, una produzione attenta a valorizzare ed aggiungere elementi elettronici, campioni, effetti, ed un mix e master che confeziona e dà equilibrio al prodotto. Come detto, un bel disco ed una bella scoperta che si rivela originale e piacevole in tante delle sue scelte. Super consigliato.

a cura di
Nicolò Angel Mendoza

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – “Malacarna”, l’Ep omonimo del nuovo progetto di Vince Pastano
LEGGI ANCHE – AMANDA presenta “Luna d’argento”: un viaggio in Oriente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.