Le Frequenze di Tesla raccontano “Eraclito”

Il 28 febbraio è uscito, su tutte le principali piattaforme, il nuovo EP delle Frequenze di Tesla: “Eraclito”

Le Frequenze di Tesla nascono a giugno 2017, la band deve le sue origine alle vibrazioni del basso, della chitarra e della tastiera di Matteo Cincopan ed Enrico Fileccia e dai suoni della batteria e delle percussioni di Vinicio Zanon Santon. Il loro progetto si colloca all’interno del panorama indie con l’idea di creare un punto di incontro tra sonorità tradizionali dell’ambito rock ed elementi più moderni. Il sodalizio artistico si rivela da subito prolifico e, nell’arco di pochi mesi, il trio pubblica l’album d’esordio “Numeri primi”.

Nel 2019 esce il secondo album, “Il robot che sembrava me”. Per tutto il 2020 invece, a causa dell’emergenza Covid, il gruppo è costretto ad una pausa. Vengono comunque prodotte numerose canzoni che verranno poi registrate durante l’estate del 2021. Quattro di questi brani andranno a comporre il loro ultimo EP, uscito il 28 febbraio 2022:“Eraclito”. Con queste tracce, Le Frequenze di Tesla, raccontano del difficile periodo con cui tutti abbiamo dovuto fare i conti. Infatti, i quattro brani che compongono questo EP – due di Matteo Cincopan e due di Enrico Fileccia – sono stati scritti in diversi momenti della pandemia con l’intento di creare uno spartiacque che possa segnare un nuovo punto di partenza.

In questi mesi abbiamo scritto parecchie canzoni. È stato il nostro modo di elaborare la situazione e reagire. Ci siamo trovati con brani dal contenuto allo stesso tempo personale e condivisibile. Quelle che abbiamo scelto per questo EP raccontano di cose passate per la testa un po’ a tutti negli ultimi due anni: dal semplice constatare la situazione, alla rabbia, la paura per il futuro, fino alla reazione, per arrivare a rialzarsi e cominciare a ricostruire quello che si è perso. Ci sentiamo molto cresciuti e non vediamo l’ora di poter tornare a condividere la nostra musica direttamente da un palco!

L’intervista
Benvenuti su Posta Indipendente! Come nasce il titolo “Eraclito”?

“Eraclito” è stata scritta da Matteo Cincopan poco prima dello scoppio della pandemia: è un brano che, in un certo senso, invita a fare il punto della situazione e a prendere coscienza del fatto che quello che siamo ora è la somma di tutte le nostre esperienze passate e, allo stesso tempo, è solo una tappa di un viaggio più lungo. Le nostre vite sono attraversate da una miriade di eventi più o meno significativi attraverso cui noi passiamo e da cui siamo plasmati. Il titolo è mutuato dal nome del filosofo famoso per il motto “Tutto scorre”.

Qual è il suono che più vi è piaciuto registrare in questo EP?

In realtà per noi, avendo vissuto il processo dall’interno, è molto difficile scegliere. In generale abbiamo sperimentato molto in tutte le fasi della registrazione e abbiamo fatto tante prove prima di trovare le timbriche che ci sembravano più adatte. Un suono che per noi è stato molto interessante creare è stato senza dubbio quello del basso nell’introduzione di “Eraclito”, filtrato attraverso un pedale wah-wah e trattato, in quel punto della canzone, più come una tastiera che come un basso. Un altro suono interessante da produrre per noi è stato quello della chitarra durante l’assolo di “In piedi”, dove abbiamo utilizzato due amplificatori separati e regolati diversamente, mixando poi i due suoni in fase di postproduzione.

“Sono ferito, ma colpo dopo colpo riprendo forza, io rimango in piedi”. Complice della musica più ritmata, “In piedi”, è un brano che spinge al non arrendersi. Raccontateci di come è nata questa traccia.

“In piedi” è un brano che spinge al non arrendersi e a trovare la forza di reagire di fronte a situazioni difficili. Enrico Fileccia ha iniziato a scriverla partendo dal riff di basso, su cui abbiamo costruito la base lavorando per stratificazioni sonore successive. Il tutto è avvenuto in modo molto naturale e, mentre suonavamo, Enrico buttava giù delle idee per il testo. Abbiamo iniziato a provarla poco dopo il lockdown in quanto avvertivamo tutti il bisogno di trovare un canale per reagire. La canzone è stata il catalizzatore delle nostre energie.

Quali sono gli obiettivi che sperate di raggiungere con l’EP “Eraclito”?

Da quando siamo in attività come gruppo abbiamo sempre lavorato per far arrivare la nostra musica a quanta più gente possibile. Con “Eraclito” intendiamo continuare in questa direzione, con un elemento in più: dopo la pandemia, il lockdown, l’arresto forzato che il mondo della musica ha dovuto subire e la timida ripresa (che però lascia ben sperare!) questo EP rappresenta per noi un punto di ripartenza. L’abbiamo fortemente voluto e, prima di pubblicarlo, abbiamo voluto essere certi di aver fatto le cose al meglio delle nostre possibilità.

Raccontateci di un episodio divertente successo durante l’incisione dell’EP.

È capitato, in più di una fase delle registrazioni, che qualcuno di noi rispondesse a qualcosa detto precedentemente e accidentalmente registrato dai microfoni ambientali della batteria, creando surreali conversazioni a quattro dimensioni. Per il resto è filato tutto liscio!

A cura di
Noemi Manzotti

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