Leanò ci racconta “Tremo”

Il 3 marzo esce “Tremo” il nuovo singolo di Leanò per Stazione Musica Records

Esce giovedì 3 marzo 2022 per Stazione Musica Records “Tremo“, il nuovo singolo di Leanò che segue il precedente disco d’esordio “Tempio” . Il brano racconta di quei sentimenti talmente intensi da far quasi paura. Una canzone pop ma non per questo leggera. Troviamo infatti lo scontro tra due persone che nonostante si conoscano bene, non riescono più a raccontarsi. Ingiustamente le parole perdono d’importanza perché tutto diventa incomprensibile per l’altra persona.
“tu vomiti parole io vedo solo la tua lingua che si muove”.

Un vecchio amico una volta mi ha detto: “Non posso decifrare te perché non so come tu decifri me”. Credo che questa frase sia un po’ il fulcro di questa sensazione: la confusione, l’incertezza, godersi il momento, dicendosi che è l’ultima volta anche se non si è certi che lo sarà per davvero.

Chi è Leanò?

Leanò colora città e campagna di suoni fatti di gioco e ricerca personale. Un po’ milanese, un po’ cilentana, la sua scrittura esplora sonorità indie-pop e urban, unendo melodie di impronta tradizionale-popolare a una ricerca sonora più sperimentale. La sua musica si ispira al legame che ha con la natura e col corpo. Ciò che vive si traduce in un linguaggio semplice e onirico, che riflette una lettura curiosa e attenta sia del mondo che la circonda che di quello che pervade la sua mente.

L’intervista
Ciao Leanò, il tuo nuovo singolo “Tremo”: ti va di raccontarci come nasce?

“Tremo” nasce in una mattina un po’ strana. Stavo riflettendo su quei momenti di una relazione in cui non si è sicuri se andare avanti o meno: si riconosce nell’altro il bello che ci può dare, ma anche tutti gli aspetti un po’ più negativi. Alla fine si sceglie semplicemente di non pensarci troppo e di viversi il momento con la consapevolezza, un po’ noncurante, che quella appena trascorsa possa essere l’ultima notte passata insieme (oppure no).

Se potessi associare il tuo nuovo singolo ad un libro, quale sarebbe e perché?

Mi verrebbe da consigliare un libro di poesie, ma in realtà il primo che mi è venuto in mente è “Anthropology” di D. Rhodes, una serie di racconti molto divertenti sull’amore e sulle sue forme più ambigue. L’ho comprato per caso in un bar-libreria in cui vado sempre e l’ho riletto più volte proprio perché mi piace la delicatezza con cui Rhodes usa l’ironia in modi e tematiche inaspettate.

Molto spesso le canzoni portano oltre che un messaggio per l’ascoltatore anche un insegnamento per chi le scrive: c’è un pezzo di insegnamento che ti porti dentro e che è legato a questa canzone?

Sicuramente che ogni tanto è importante viversi le cose senza pensarci troppo e senza darsi troppe aspettative. Ricordando però di rimanere fedeli a sé stessi e ai propri bisogni, dando ascolto alle proprie intuizioni più intime.

A chi ti ispiri da un punto di vista musicale o in caso ci sono dei nomi di artisti che seguì particolarmente e che ti hanno influenzato nella scrittura?

In generale ascolto cose molto diverse che in qualche modo entrano in quello che scrivo. In termini di testi mi piace molto la penna di Giovanni Truppi, Dimartino, LRDL…

Stai già lavorando a nuove uscite o dedicherai del tempo all’uscita di questo nuovo singolo prima di andare avanti con i lavori?

Stiamo già lavorando ad altri singoli, non vedo l’ora di farli sentire!

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A cura di
Redazione

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