“Non me ne vanto” di Dylan: il senso di libertà dopo la fine di una relazione repressiva

Un audace mix di libertà ed energia per un brano diretto e provocatorio

Dopo l’incredibile successo ottenuto con “Non mi basta” ed il feat. con Ruggero Ricci sulle note dell’emozionante ballad “Saturno e il tuo nome”, Dylan riconferma versatilità e talento in “Non me ne vanto” (Red Owl Records/VR Digital/Universal Music Italia), il suo nuovo singolo.

Ascolta “Non me ne vanto” su Spotify!

Nato in poco meno di un’ora dall’incisiva e coinvolgente penna del giovane artista romagnolo, “Non me ne vanto” è un pezzo che accarezza con arguta ironia la tematica delle relazioni mordi e fuggi, per poi tuffarsi a capofitto in un sound appassionante e fresco, curato e cucito ad hoc – dal sapiente lavoro di Massimiliano Giorgetti (già per Random e molti altri) – su un testo diretto ed immediato.

Il brano, proprio come il precedente “Non mi basta”, prende vita dalle macerie di una relazione di coppia. Questa volta, attingendo da un rapporto completamente diverso, un legame a due mai realmente avviato. Giunge al termine ancor prima di aver amplificato le emozioni in sentimenti. Non trascina dietro sé uno strascico di dolore e sofferenza, ma lascia nel protagonista un senso di libertà ed energia ritrovata.

Un racconto a cuore aperto

Un racconto a cuore aperto, sincero, che arriva dritto al punto senza perbenismi e maschere: una lei altezzosa e sprezzante «te la meni ma non meriti, se stai meglio così, credici» -, a causa dei suoi atteggiamenti sommari e superficiali, porta il suo partner a tagliare i ponti e prendere le distanze, senza possibilità di ritorno di una fiamma che non ha trovato l’ossigeno necessario per ardere e brillare – «prometto che io starò meglio lontano lontano, puoi cercarmi ma tu cercherai invano» -.

Continue giustificazioni ricercate invano per colmare mancanze, carenze di affetto e complicità, spingono e conducono l’altra parte, oppressa e soffocata da egocentrismo, vanità e presunzione, ad allontanarsi per sempre, in fuga verso «uno stile di vita più sano», tornando a prendere in mano le redini della propria vita e gridando al mondo «no che non me ne vanto di avere perso tempo con te».

Sincerità e franchezza accarezzate da un sound irresistibile

Sincerità e franchezza, accarezzate da un sound irresistibile, accompagnano l’ascoltatore nel mood sferzante e provocatorio del brano che, con un pizzico di irriverenza, fa riflettere su quanto a volte, nella vita, sia importante chiudere rapporti volubili ed effimeri per aprire la porta della serenità, con la chiave della gioia di amare sempre a portata di cuore.

«”Non me ne vanto” – dichiara Dylan – è il frutto di una storia finita. A differenza del primo singolo, “Non mi basta”, si evolve in maniera differente. Parte da un rapporto di breve durata, un rapporto che forse, fondamentalmente, non è mai iniziato. Uno di quelli che non portano a sofferenze e notti insonni, bensì ad una sorta di liberazione. Scrivendolo, è come se mi fossi tolto un fardello, un peso dal cuore e dalla mente. Racconto di una lei che si atteggia, che si erge a superiore su un mondo che non reputa alla sua altezza, ma che, in fondo, finge. E poi racconto di me che mi tolgo questo macigno dai pensieri, esponendo il mio punto di vista in maniera volutamente diretta e sincera. A volte si ha il timore di apparire troppo diretti, ma dire le cose come stanno credo sia la chiave per essere sé stessi sempre, fino in fondo. Nel testo ho voluto anche esprimere il fatto che ad oggi sto bene; sto con una ragazza che mi comprende e mi accetta per quello che sono».

Dylan
Biografia

Dylan, all’anagrafe Dylan Luppi, nasce a Ferrara il 01 Giugno del 1999. Sin da bambino, dopo il suo arrivo in una casa famiglia, si innamora della musica, dimostrando da subito il suo talento e la sua attitudine. Comincia a scrivere i primi testi, ispirandosi ai grandi nomi della musica italiana ed internazionale, come Niccolò Moriconi (Ultimo) e Lewis Capaldi. Nomi che lo influenzeranno, nel tempo, anche nello stile che caratterizza i suoi brani, un perfetto mix tra pop e rap.

Nel 2018 pubblica il suo primo singolo, “Meglio così”, a cui segue l’EP di debutto, “Apnea”, che lo vede collaborare con Collapse13. Il progetto supera in pochissimi giorni i 20.000 stream su Spotify, un traguardo davvero notevole per un artista emergente che muove i primi passi nel mercato discografico. Nel 2020 partecipa al MEI di Faenza, che ne riconosce immediatamente il talento e lo premia come Miglior Artista Emergente. La notorietà e l’affetto del grande pubblico, però, arrivano qualche mese dopo. Quando, la sua passione per la musica, lo porta a tentare il tutto per tutto e a presentarsi alla quattordicesima edizione di X Factor Italia. Grazie anche al supporto del Vocal Coach Ruggero Ricci e del Maestro Nicolò Lopez.

Alle Audition ottiene i 4 sì dei giudici (Emma Marrone, Manuel Agnelli, Mika ed Hell Raton), facendo emozionare e commuovere Emma. Ottenendo da subito il consenso, il supporto e la stima di pubblico e critica. Da quel momento in poi, il suo percorso è in continua ascesa. Una voce straordinaria, in grado di sfiorare, con delicatezza, le corde dell’animo e del cuore degli ascoltatori. Un talento raro, capace di emozionare e di scavare nel profondo di ognuno di noi. Sa giungere, in punta di piedi e con umiltà, in quell’arcobaleno di sentimenti che spesso, solo l’Arte, la Musica, riescono a toccare. Consentendoci di liberarci da fardelli emotivi e grovigli interiori che abbiamo bisogno di scogliere, per tornare a sorridere, per tornare a vivere davvero.

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