C’è posta per…vol.18

Tarararararara tun tun tun

Insomma ci abbiamo provato a replicare a parole l’inconfondibile “Love’s Theme” di Barry White, nonché la famosissima colonna sonora del programma che ha fatto della De Filippi l’eroina di tutti i sabato sera (passati a casa) della maggior parte degli italiani.

Noi di Postaindipendente non vogliamo avere la velleità di paragonarci al tv show dalla magica busta, eppure il nome della nostra rivista richiama l’idea di accogliere nella nostra (mail di) posta tutte le nuove proposte del mercato musicale emergente.

È stato impossibile così non dedicare, proprio ai protagonisti del nostro giornale, un format in cui, questa volta, a dover aprire la busta sono proprio gli artisti. Nasce dunque “C’è posta per…”: lo spazio in cui mensilmente accogliamo sui nostri divani virtuali le band o i singoli cantanti che hanno deciso di prendere in consegna una domanda dal pubblico.

La domanda del mese è: “Qual è l’elemento fondamentale che ritieni caratterizzi la tua musica e come credi che il tuo stile sia evoluto nel corso della tua carriera?”

Roberto Cicogna

Credo che l’elemento fondamentale che caratterizza la mia musica sia la voce. Non intesa come elemento esterno alla musica, ma come strumento stesso, non diverso da un sintetizzatore o una chitarra. Per me la voce é un layer, una frequenza che si fonde con gli altri elementi del pezzo. Credo che ciò derivi dal fatto che ho ascoltato molto più musica anglofona che italiana per molti anni. La transizione da inglese a italiano poi ha affinato ulteriormente l’attenzione che porto a questo aspetto. In italiano mi é venuto naturale cercare più rotture ritmiche, e aggiungere sfumature che in inglese non possedevo ma cercando di rimanere sempre attaccato all’idea che il tutto é più importante del singolo elemento.

Yassmine Jabrane

L’elemento fondamentale credo sia la continua ricerca e voglia di trovare una nuova scintilla che sia narrativa o sonora! Sicuramente dall’uscita di Dea Fortuna ho esplorato varie sfaccettature dell’ “urban-pop” senza pormi troppi paletti… è tutta una continua evoluzione.

PADUANO

Credo che l’elemento per me fondamentale e che caratterizzi e valorizzi la musica che provo a proporre è la sincerità. Il mio obiettivo è quello di mostrarmi all’ascoltatore quello che sono veramente. Non ho mai amato artisti o progetti che si nascondono dietro qualcos’altro per paura del giudizio altrui. Si possono utilizzare effetti, reverberi, autotune ed essere veri in quello che si pensa e si canta, oppure non utilizzare niente di tutto questo e cio’ nonostante apparire per quello che non si è veramente. Un altro elemento che spero mi accompagni in questo percorso è la ricerca. La voglia di non stanziarsi e rifugiarsi in un solo modo di fare musica ma ogni volta scoprire nuove ambientazioni. Proprio per questo motivo credo ci sia stata una chiara evoluzione nel modo di scrivere brani tra il primo disco pubblicato e l’EP “Oltre”. Stile trasformato più nella musica che nei testi. Inevitabile è l’influenza della produzione artistica di Michele De Finis ed Antonio Dafe, ma è allo stesso tempo importante anche la curiosità di vedersi con abiti diversi cercando magari quello più vicino a te in quel momento. Stile trasformato più nella musica che ha preso maggiore spazio a discapito delle parole. Sono sempre stato appassionato delle code lunghe e strumentale, dei crescendi fino ad arrivare al picco di esplosione sonora ed emotiva. Credo che questa sia la principale novità per quanto riguardai miei brani ed il mio stile.

GIULIO

L’elemento fondamentale che caratterizza la mia musica è la realtà che esprimo nei testi. Per me è sempre stato importante raccontare la realtà delle mie esperienze, la mia vita e tutto ciò che mi rende una persona mutevole ed empatica verso quello che vivo e vedo.
L’evoluzione principale invece sta nella crescita, ho iniziato a scrivere da ragazzino, dove avevo un’altra testa, altri pensieri e in quel periodo il mondo aveva tutt’altro significato. Crescendo, ho capito che certe cose non erano come sembravano e che c’era dietro qualcosa di più.
Non si può continuare a scrivere senza continuare a crescere, imparare a mettersi in discussione e avere qualche rimorso sulle scelte indelebili che abbiamo fatto in passato.

CELO

Se mi fermo un secondo e guardo il decorso dei miei ultimi 10 anni vedo una Celo in continuo e incessante cambiamento. Uno dei fattori principali che hanno contribuito alla mia crescita è stato il percorso di terapia psicologica (a più riprese), insieme alla voglia di mettersi sempre in discussione per puntare al miglioramento, che mi ha fatto prendere una consapevolezza di me stessa e del mondo che vivo, chiedendomi “ma davvero sono passati trent’anni?!” Inevitabilmente questo mi ha portato non solo ad avere sempre più un equilibrio interiore, affiancato dall’aspirazione al benessere in senso lato, ma anche la voglia di dirlo agli altri, semplicemente con il mezzo più veloce e concreto per me: la musica. Questo, penso, sia il punto focale della mia musica: esprimere agli altri quanto davvero, solo se lo si vuole, si possa puntare continuamente al proprio benessere ricordando a se stessi che siamo liberi di scegliere un po’ come ho provato a dimostrare col mio primo disco dove alterno i mood musicali così come quelli emotivi dando spazio ad ogni sfaccettatura del mio carattere.

LA MALASORTE

L’ambizione è sempre stata fare musica autentica che parlasse di disordini reali e condivisi e che non ammiccasse a logiche di mercato o trend senza anima. Per questo l’evoluzione naturale è stata mettersi in discussione sempre più profondamente, crederci quotidianamente anche
quando i piani non coincidono con le tue aspettative personali. Elemento verità, musica specchio. L’evoluzione è stata viversi il processo con
costanza, scrivere a fondo, condividersi senza paura di mescolarsi all’altro e soprattutto trovare un suono manifesto, questo sarebbe stato impossibile senza Argento Vivo. Questa è la direzione attuale e futura insieme.

MAREA

Crediamo che la caratteristica più forte della nostra musica sia l’emotività. Cerchiamo sempre di scrivere e suonare qualcosa che possa avere un impatto significativo da questo punto di vista, qualcosa che colpisca e faccia riflettere, ma senza cadere nel troppo astratto o nell’overthinking.
Vogliamo esprimere concetti e raccontare situazioni in cui chiunque possa rispecchiarsi, soprattutto la nostra generazione tra i 20 e i 30 anni, e riteniamo che sia stato proprio questo il motore che ha messo in moto l’evoluzione della nostra musica.

Crescere come persone, scontrarci con i problemi della vita adulta e maturare sensibilità verso ciò che ci circonda hanno plasmato le nostre canzoni, che ora narrano storie di rabbia, di frustrazione, malinconia e nostalgia, ma anche di speranza, amicizia e solidarietà.

Per raccontarle abbiamo scelto di ispirarci a sonorità di artistə che ammiriamo – The National, Bon Iver, Phoebe Bridgers in primis – capaci di prendere a schiaffi la nostra emotività, di farci piangere e sentire bene contemporaneamente, cercando comunque di mantenere ed esaltare le nostre peculiarità e gusti musicali.

a cura di
Redazione

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