“La città dall’alto”: un fortissimo slancio creativo per Zibba

Qualcuno diceva “la musica vien fuori anche dai libri”, niente di più vero per Zibba che si è ispirato alla raccolta “Ultimo viene il corvo” di Italo Calvino per il suo decimo album

Un intreccio tra storie personali, musica e racconti di Italo Calvino: questo è “La città dall’alto”, il nuovo album di Zibba uscito per Pioggia Rossa Dischi. L’album è frutto di coincidenze, nato da una telefonata di un’amica e dalla lettura di “Ultimo viene il corvo”, poi le musiche improvvisate in studio da Zibba e Samuele Puppo e i testi nati da continue ricerche e ispirazioni hanno fatto il resto.

Dedicato alla resistenza, alla morale e al discernimento tra bene e male, “La città dall’alto” racconta la complessità della quotidianità sempre con la necessità di mettere al centro una parola piena di anima, dove delicatezza e profondità sono i segni distintivi anche della sua musica.

Secondo il cantautore ligure che si è fatto conoscere sul palco più importante della canzone italiana, Sanremo, nel 2014 con “Senza di te“, è fondamentale mettere al centro della società attuale anima e umanità, mentre continuiamo ad assistere inermi a guerre e violenze disumane che accadono non lontano da casa nostra.

Oltre ad aver conquistato i premi della critica a Sanremo, la Targa Tenco, il Premio Bindi nel 2011 e l’On Stage Awards nel 2015, Zibba scrive e collabora con Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè, Patty Pravo, Mace, Annalisa, Emma, Zero Assoluto, Max Pezzali, Marco Masini, Elodie, Jack Savoretti, Jovanotti, Tiziano Ferro, Wrong On You, Bluebeaters, Fiorella Mannoia, Alex Britti, Negramaro, Bunna, Niccolò Fabi, Tiromancino, Mirko Casadei. È inoltre producer e produttore artistico e collabora con diverse etichette del mondo indipendente.

“La città dall’alto” è stato anticipato dal singolo “Si dorme come cani“, prima delle nove tracce che compongono il disco registrato negli spazi di Lab22 da Zibba con l’aiuto di Prinzy del Boombastic Studio. Abbiamo avuto il piacere di contattare Zibba e fargli qualche domanda su questo nuovo lavoro, sul Premio Bindi del quale è direttore artistico, sulle collaborazioni e nuova musica: ecco cosa ci ha raccontato!

“La città dall’alto”_ Cover
Ciao Zibba, benvenuto su Posta Indipendente. È da poco uscito “La città dall’alto” il tuo decimo album ispirato alla raccolta “Ultimo viene il corvo” di Italo Calvino, come e perché nasce quest’ispirazione?

Nasce da una telefonata, dalla richiesta di un’amica che si trasforma in idea e piano piano prende forma. Leggere la raccolta di racconti di Calvino mi ha dato un fortissimo slancio creativo.

In questo tuo lavoro c’è molta attualità, quanto è necessario soprattutto oggi rimettere al centro della musica e della società anima e umanità?

Fondamentale nella società, dovremmo cercare di farlo quotidianamente, anche nella musica. Sì, diciamo che nella musica c’è spazio per tutto e non tutto deve necessariamente avere un’anima profonda.

Delle nove tracce del disco sono nati prima i testi o le musiche? Hai avuto subito chiaro in mente cosa sarebbe stato “La città dall’alto” o si è mostrato durante la lavorazione?

Si è mostrato; è un disco nato improvvisando, prima le musica e poi i testi, ma in fondo prima ancora i racconti, quindi diventa anche difficile definirlo da questo punto di vista.

Ascolta “La città dall’alto” su Spotify!
Il singolo che ha anticipato il disco è “Si dorme come cani” e racconta il punto di vista di chi deve fare i conti con qualcosa che non avrebbe voluto fare o sentire, come hai reagito tu in queste occasioni?

Non saprei rispondere, ho scritto nella canzone quello che volevo comunicare di questo argomento. Credo sia molto personale e credo non si possa dire come uno reagisce in generale a cose che non vorrebbe aver visto o sentito. Spesso, per esempio di fronte alle immagini dei bambini sotto i bombardamenti di questi giorni, mi sento inutile. Ma non è l’unica sensazione che provo, non la mia unica reazione.

I tuoi lavori si aprono e si chiudono con “brani di collegamento”, tra il passato e il futuro: cosa rappresenta per te questa scelta? Hai già qualche idea per la testa?

Idee ne ho davvero tante, sono l’unica cosa che non mi manca. Per il momento mi dedicherò a una serie di dischi di altri artisti che si stanno affidando alla mia direzione artistica. Nel frattempo faccio scorta di cose da dire e prima o poi arrivo con canzoni nuove o nuova musica.

Dal 2017 sei direttore artistico, dopo essere stato premiato nel 2011, del “Premio Bindi”. Cosa ti sta dando quest’esperienza?

Un sacco di belle scoperte musicali. Ogni anno sentire oltre 400 artisti è un viaggio meraviglioso, a tratti anche divertente, che vorrei non smettere di fare mai. E il premio cresce ogni anno quindi non posso che esserne fiero.

In questi anni hai collaborato con tanti colleghi, come produttore e/o autore. Da pugliese voglio chiederti com’è stato collaborare con Erica Mou e Luca “Molla” Giura?

Sono due artisti strepitosi. Di Erica porto una frase tatuata addosso e di Luca il sorriso tatuato sul cuore. Sono due amici belli.

Quando e dove possiamo ascoltarti live?

Farò pochi concerti nei prossimi mesi per dedicarmi ai dischi degli artisti che si sono affidati a me per le produzioni dei loro nuovi progetti. Suonerò di più di certo nella stagione estiva, e spero di girare di nuovo tutta l’Italia come negli ultimi anni.

a cura di
Mariangela Cuscito

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