Il nuovo singolo di 24 ore nato alle Canarie: intervista

“DUNE”, il nuovo singolo di 24 ORE pubblicato lo scorso 17 novembre, è un brano spensieratamente pop che nasce da un viaggio a Fuerteventura, dove la vista degli imponenti cumuli di sabbia diventa la metafora delle bugie bianche che tendiamo a raccontarci e che si accumulano quasi senza che ce ne accorgiamo. 

Ed è proprio sull’isola delle Canarie che è stato girato il videoclip del singolo. Questo grazie al fortuito incontro con i ragazzi di Visualazer, casa di produzione catanese, che hanno sposato il progetto di Marco, rendendo in immagini quello che voleva dire con le parole.

Per presentare il progetto, il messaggio alla base del pezzo diviene un’esperienza condivisa, un momento di confronto collettivo: il singolo parla di bugie bianche e per l’occasione è disponibile un FORM nel quale le persone possono lasciare in anonimo le proprie. Qui di seguito la nostra chiacchierata con 24ORE:

È appena uscito il tuo nuovo singolo “Dune” in cui parli delle sfaccettature, anche più grigie, di un rapporto. Dove hai incontrato le dune che ti si sono “incastrate” negli occhi e cosa rappresentano per te?

Fisicamente le ho incontrate in due viaggi che ho fatto a Fuerteventura, nel parco naturale di Corralejo, che mi hanno dato ispirazione per il brano e dove ho scattato la foto della copertina con la fotografa Giorgia Zamboni e girato alcune scene del video. Metaforicamente le ho incontrate ogni qual volta mi sono sentito di non ricevere sincerità, quasi a non investire nel rapporto o nella persona, e tutte le volte in cui non ho voluto dare razionalmente continuità ad un rapporto che mi trascinava emozionalmente. Per me “Dune” rappresenta qualcosa che sto ancora cercando di processore interiormente, è ancora tutto dentro di me. Sicuramente un buon compromesso fra volubilità, tempo, romanticismo e realtà, qualcosa che mi ha lasciato un gran segno nel cuore tanto da tatuarmele: per il progetto, l’esperienza e le persone che ho incontrato durante il viaggio.

Per te ogni rapporto è costruito su bugie bianche? Non ti è mai capitato di avere un’amicizia o un amore, per esempio, 100% trasparente?

Ho dei rapporti 100% trasparenti, pochi ma buoni e giusti. Non penso che tutte le relazioni siano fondate sulle bugie, ma che tra gli ingredienti ci sono anche le “bugie bianche”, differenti dalle menzogne, perché a fin di bene, necessarie a volte per difendere una fragilità o semplicemente per dimostrare amore in un’altra forma.

Ogni tuo singolo è caratterizzato da un forte marchio indie-pop: quando componi e scrivi una canzone, qual è il processo creativo che ti porta a una certa melodia?

Il processo che sto seguendo ultimamente è quello di partire con un’idea generale del brano, magari la scrivo parafrasate per intero, toccando dei punti che sento importanti. Poi vado in studio da Michael Tenisci, lui suona la chitarra e chiacchieriamo su svariate melodie: è un momento molto liberatorio, direi catartico.

Guardando al tuo recente passato abbiamo scoperto che ingaggiare il pubblico con trovate “simpatiche” e in linea col concept del singolo è il tuo forte. Vorresti raccontarci cosa hai architettato per “Dune” e se sei soddisfatto del risultato della tua idea?

Per l’uscita di “Dune” ho pensato di creare un sito sono24ore.it dove chi voleva poteva lasciare in forma anonima una bugia che magari non aveva potuto raccontare. Amo rendere ciò che faccio per tutti dando più valore con delle piccole cose. L’ho fatto per tutti i brani, con dei portachiavi da Motel per il brano “Lontanissimo” oppure per “Bellissima Malinconia” tramite dei tatuaggi temporanei e dei laccetti con un numero di telefono (tutt’ora attivo) per ascoltare il brano in anteprima, anzi provate a chiamare il numero 3515312924.

Un grande ringraziamento ai ragazzi di Basement 11, in particolare a Luigi Di Marcantonio che ha permesso la nascita del sito in tempi record.

L’estetica del tuo progetto è la ciliegina sulla torta della tua musica. Pensi che avere un’immagine curata come la tua sia fondamentale per ogni progetto artistico o la musica potrebbe arrivare lo stesso, senza una fotografia forte alle spalle, come succedeva qualche anno fa nell’indie?

La cura dell’immagine per me è funzionale per veicolare il messaggio, non è solo un bel vestito per rendere tutto più bello. Prima del testo arrivano le immagini per me, una carrellata di mini film nella mia testa dai quali poi traggo ispirazione per la stesura del brano. Oltre ciò in maniera più cinica e tecnica è chiaro che senza un’immagine ben curata non sia facile riuscire a distinguersi, anzi oggi ne occorre anche una molto originale: il livello si è alzato per tutti.

In conclusione, sul video di “Dune”, cosa ci vuoi raccontare? Quali sono state le difficoltà nel girare le riprese lontano da casa?

Tutta l’idea è nata a marzo 2023, mi sono ritrovato in vacanza a Fuerteventura e con la fotografa Giorgia Zamboni abbiamo pensato di riprendere questi due elementi: le Dune e un telo semitrasparente. Erano solo delle foto concept che sarebbero potute servire per il brano che era nato come idea in quel momento. Nei mesi successivi ho scritto il pezzo e ho approfittato di un viaggio di lavoro organizzato da Cosmico per tornare a Fuerteventura, questa volta con “Dune” finito. Il mio percorso si è incrociato con quello dei Visualazer e altre 10 persone che non conoscevo con cui abbiamo condiviso una settimana da designer in villa e “Dune” è diventata involontariamente la colonna sonora del viaggio. Jacopo e Alessio di Visualazer che erano lì per tutt’altra cosa si sono innamorati del progetto. Abbiamo girato il video durante i tramonti che passavamo con gli altri ragazzi tra un aperitivo e una cena ed è stata un’esperienza unica anche per tutto il contorno.
Grazie a Giorgia, Alessio, Jacopo e Andrea per avermi ricordato il valore della collaborazione e della sincerità.

a cura di
Redazione

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