“Non va bene”: il nuovo singolo di WISM (l’intervista)

Uscito lo scorso 16 giugno, il nuovo singolo “Non va bene” del giovane molfettese WISM, anticipa il suo album d’esordio “Pazienza”, in pubblicazione il prossimo autunno per conto di Kallax Records/Peermusic Italy.

Classe ’97, Gabriele Terlizzi, in arte WISM è un cantante made in Molfetta (Bari) e polistrumentista che si è avvicinato al mondo della dea musica sin dai primi anni della sua adolescenza (ha dedicato la sua passione per la musica per metà della sua vita insomma ndr). Di fatto già nel 2011 aveva fondato la band The Pier di genere math rock, mentre dal 2016 collabora e suona in live con Franco 126.

Il genere di questo nuovo artista emergente è a cavallo fra hip hop sperimentale e l’indie, avremo modo di scoprirlo brano dopo brano con la pubblicazione del suo primo album “Pazienza” quest’autunno (appunto, portiamo pazienza per ascoltarlo! ndr). Nel frattempo, vediamo insieme le risposte all’intervista che ho realizzato con l’artista:

Ciao Gabriele, da dove nasce l’idea del tuo nome artistico “WISM”?

Ciao ragazzi/e di Posta Indipendente!

WISM è un acronimo che sta per “Winter in St.Moritz” , un pezzo strumentale di sola chitarra di Panda Bear, uno dei miei artisti preferiti. Diversi anni fa ho iniziato il mio primo progetto solista dove suonavo musica strumentale solo con la chitarra elettrica e proprio per questo motivo ho deciso di chiamarmi Winter in St.Moritz, in memoria di quel brano. Successivamente, col passare del tempo, il progetto ha preso una piega completamente diversa e da lì ho cambiato il nome in WISM, abbreviando quel titolo.

Nel tuo nuovo singolo “Non va Bene”, racconti di una serie di disagi che elenchi a ritmo. Credi che in questo momento storico e culturale, la società abbia bisogno di dirsi quando non va bene qualcosa? E perché?

Beh, che dire…Il singolo “Non va Bene” ha come tema cardine una relazione che non ha nemmeno avuto il tempo e modo di arrivare a una fine poiché non è mai davvero partita; e in fin dei conti, per come sono andate le cose in questa storia, forse è giusto così. Ascoltate il brano e capirete…

Facendo invece un paragone del tema del mio singolo con lo stato attuale della società, penso che prima di “farsi male” con pensieri o azioni errate, sia saggio provare a ragionare bene e comprendere un attimo come è la situazione, e quale è la realtà. In particolare, provare a capire quando una determinata situazione non sta andando per il verso sperato, e provare dunque ad evitare di andare in contro a qualcosa che per una serie di motivi non ha fondamenta solide, e può portare quindi ad un fallimento in partenza.

In sintesi, analizzare bene la situazione che si vive (relazionale fra amici o amori desiderati) e non illudersi, o almeno provarci a non farlo. (Sembra che WISM sia più della fazione “meglio un rimpianto che un rimorso” ndr).

Copertina del singolo “Non va bene”
È molto curiosa la tua reincarnazione con un gatto nero che riprendi anche nella tua copertina. Cosa si cela dietro questa scelta?

All’interno del brano mi immedesimo in un gatto che per la curiosità si spinge troppo in là, fino a cadere dal quarto piano per poi rimanerci secco. È una metafora che uso per esprimere un po’ il concetto detto prima ovvero, fare attenzione ad analizzare la situazione per non rischiare di farsi del male come questo gatto. La curiosità spesso ci può portare su strade non adatte a noi dove finiamo per ferirci.  La figura del gatto racchiude quindi un po’ la storia narrata nel brano.

Nel tuo cortometraggio “Taglio Corto” si notano scene quasi tipiche del movimento artistico del surrealismo, o qualche rimando al regista spagnolo Luis Buñuel. Qual è l’idea stilo-artistica dietro al video, e quale messaggio vorresti emergesse alla sua visione?

A dire il vero non c’è mai stato un piano preciso dietro il video, non c’è un messaggio o una storia. Semplicemente con il videomaker Enrico Abbattista con cui ho realizzato il tutto, abbiam ragionato bene sui singoli pezzi e pensato alle immagini che più potevano calzare con i testi e il mood dei brani, oltre alle sensazioni che ci comunicavano. Io sono all’interno di questo piccolo mondo dove i personaggi riflettono i testi spesso cupi e violenti, mentre i paesaggi e gli elementi naturali rispecchiano il mood scanzonato e nostalgico delle strumentali.

Da Molfetta ai tuoi primi brani, alla produzione. Come ti sei avvicinato al mondo della musica, e cosa ti sta dando in questi anni (incluso quelli della pandemia)?

Diciamo che la musica è sempre stata parte della mia vita. Dai quattro agli otto anni ho studiato pianoforte, quindi praticamente da quando ho memoria suono un qualche strumento. Dopo una pausa all’età di dodici anni, mi sono ri-approcciato in maniera più consapevole alla musica grazie ai videogiochi di calcio e a You Tube ascoltando un sacco di roba dell’etichetta Domino Records. Sto parlando ad esempio dei Franz Ferdinand, Animal Collective, Panda Bear, Arctic Monkeys e molti altri.

Da lì ho iniziato ad esplorare moltissimo il mondo musicale. Per esempio, ho iniziato ad approcciarmi al basso alle scuole medie e poi la chitarra alle superiori, proseguendo poi con una collaborazione suonando, componendo e registrando per tante band, spaziando dal math-rock al prog-metal allo scream.

Tornando al mio artista preferito, il disco “Person pitch” di Panda Bear è stato fondamentale per me dato che mi ha fatto appassionare alla tecnica del sampling e in generale al mondo della ricerca dei campioni. Da lì successivamente mi sono avvicinato all’ hip hop ascoltando un sacco di Kanye West, Tyler, the creator ed Earl Sweatshirt.

Con i “The Pier”, la mia prima band, ho girato parecchio in lungo e in largo per l’Italia facendo anche un tour europeo nel 2019. Sempre nello stesso anno, ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare con Franco126: con lui suono la chitarra dal vivo e abbiamo collaborato in diversi progetti. Fino a poco tempo fa non davo mai troppa importanza alla parte testuale dei brani. Grazie a lui, dopo il nostro incontro, ho iniziato a porre maggiore attenzione nei testi dei mie brani, parola per parola, rendendo così la mia visione della musica molto più completa.

La pandemia per me è avvenuta in un momento perfetto non avevo scuse per non lavorare al mio disco e infatti, durante il periodo dei lockdown, ho composto e prodotto circa il 90% del progetto. Tempo speso in modo proficuo direi!

Ora che le danze si riaprono post pandemia, a quali prossimi concerti parteciperai? E tue date invece?

Sicuramente fino a settembre parteciperò a tutto il tour di Franco 126, partecipando proprio dall’alto del palco. Invece, in quanto spettatore, sto adocchiando il concerto “Club to Club” a Torino, mi sembra molto interessante la proposta di quest’anno. Per le mie date c’è ancora nulla di confermato credo che si partirà nell’autunno c’è bisogno di un po’ di “Pazienza“.

Grazie mille WISM per la tue risposte!

Non vi resta che ascoltare il suo nuovo singolo “Non va bene”:

a cura di
Francesca Bandieri

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