Fulminacci – BOnsai Garden, Bologna – 1 luglio 2022

Se mi avessero detto che al concerto di Fulminacci mi sarei ritrovata accanto a persone che pogavano, onestamente, non ci avrei mai creduto, eppure ieri sera, 1° luglio, al BOnsai Garden ho assistito a una magia

Partiamo però dall’inizio. Anticipato dai sei finalisti del Bologna Musica d’Autore (ToolbarOrlvndoKastoTe quiero EuridiceUfo blu e Assurditè), a cui Fulminacci stesso ha dedicato una menzione speciale, il cantantautore è salito sul palco in un perfetto orario e ha realizzato un vero e proprio show in ogni sua declinazione. 

In realtà Fulminacci è un Pokemon

Outfit bianco, chitarra in mano e microfono sull’asta, Filippo Uttinacci (in arte Fulminacci) ha passato tre quarti del concerto fermo come un palo, suonando la sua chitarra con una nonchalance da mettere i brividi, come se potesse farlo mentre dorme, rivelandosi un musicista fenomenale. Quello che stupisce, però, è come il cantautore sia in grado di essere al tempo stesso un chirichetto e un cattivo della Disney

Ph. Luca Mallardo

A circa un’ora dall’inizio del concerto, infatti, Fulminacci è tornato sul palco con una camicia dorata, trasformandosi nella sua evoluzione ultima e scatenandosi con coreografie discutibilmente belle, questo è vero, ma sicuramente coinvolgenti. In meno di 5 minuti è passato dal muovere al massimo le gambe allo stendersi sul palcosaltare come un pazzo e incitare il pubblico a fare lo stesso, soprattutto durante Le ruote, i motori! o Tattica.

Un pubblico a dir poco meraviglioso

È arrivato il momento di fare casino e perdere i vostri freni inibitori” ha detto in uno dei pochi momenti in cui ha chiesto al suo pubblico di seguirlo in questo pazzo e sorprendentemente scatenato concerto. Non che ce ne fosse bisogno. Il pubblico, infatti, era pieno di carica già dalla prima canzone. Impressionante è stata la capacità di Filippo di riuscire a coinvolgere il pubblico solamente cantando canzoni come Santa Marinella, pur restando completamente fermo, anche perché di energico hanno davvero poco.

Ph. Luca Mallardo

Al BOnsai Garden c’era sicuramente voglia di divertirsi. Un coro unico si è alzato per urlare “Voglio solamente diventare deficiente e farmi male” (cfr. Santa Marinella) e cantare a pieni polmoni canzoni come Aglio e olio Miss mondo Africa. “Ti amo”, “Ti amo anche io, ma stiamo per giungere al termine”, purtroppo aggiungerei. Per quanto l’energia emanata da Tommaso, canzone con la quale Filippo ha meravigliosamente concluso il concerto, trascinandoci tutti in un universo parallelo in cui lui era il frontman di un gruppo metal, una serata di questo tipo non ti capita tutti i giorni, per cui vorresti non finisse mai. 

La scaletta della serata
  1. Forte la banda
  2. Resistenza
  3. La vita veramente
  4. Al giusto momento
  5. Una sera
  6. Chitarre blu
  7. Borghese in borghese
  8. San Giovanni
  9. Sembra quasi
  10. I nostri corpi
  11. Aglio e olio
  12. Miss mondo Africa
  13. Meglio di così
  14. Santa Marinella
  15. Brutte compagnie
  16. Un fatto tuo personale
  17. Canguro
  18. Le ruote, i motori!
  19. La grande bugia
  20. Tattica
  21. Tommaso

a cura di
Giulia Focaccia

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