I Madyon sono qui per restare

I Madyon hanno recentemente pubblicato il nuovo disco Madyon :: Live 3022, un lavoro che segna la storia della band piemontese e che ne celebra i primi dieci anni di attività.

Una storia, quella dei Madyon, che inizia nel 2012 con un canale YouTube nel quale condividere cover che raccolgono in pochissimo tempo centinaia di migliaia di visualizzazioni, riproponendo successi di Swedish Hose Mafia, Coldplay, Lorde, addirittura Tiesto! Ma questo non poteva bastare ai ragazzi, che capiscono presto di voler scrivere, comporre e pubblicare musica propria.

Da lì a poco, i primi singoli, che a loro volta macinano stream su Spotify. A coronare questo percorso, ecco quindi Madyon :: Live 3022, un disco interamente registrato dal vivo in teatro, contenente i successi dei Madyon e l’inedito Here to stay.

E forse proprio dal titolo di questa nuova canzone dovremmo partire per parlare di Madyon :: Live 3022. Un titolo che suona come un proclama, che ci avvisa che i Madyon la loro la vogliono dire, a loro modo e con le loro regole.

Sì perché i Madyon, da quelle cover su YouTube ad oggi, hanno capito che quello che conta non sono le views ma quello che si ha da dire di proprio, e che anche come lo si dice è importante.

Ph: Marta Scaccabarozzi

I Madyon diventano quindi alfieri di una musica vera, un pop vero, e ci ricordano così che il pop non è solo ciò che sta ai vertici delle classifiche (che ora a dirla tutta sono popolate da cose che con il pop hanno ben poco a che fare) ma ciò che è scritto, composto e suonato in una certa maniera. E la musica dei Madyon suona decisamente pop.

Certo, un pop con le chitarre, un pop che attinge al brit (anche rock) anni ’90 (non sono quindi un caso quelle cover ad Oasis e Coldplay), un pop suonato con strumenti “veri” e con l’energia di chi, prima di diventare main, è stato nell’underground, in quelle nicchie di mercato e di gusti dove nascono i trend futuri. Aggiungiamoci che i ragazzi sanno anche suonare, stare sul palco, creare parallelismi interessanti tra mondo sonoro e mondo visivo.

Ciò che ne scaturisce è qualche cosa anche solo di impensabile. Quanti artisti indipendenti conoscete con un bagaglio così completo? Vorremmo dire che ne è pieno il mondo, ma non è così. O quanto meno non ne è piena l’Italia, che, sebbene i successi in termini di stream, fatica a trovare veri artisti degni di questo nome.

Voi oggi avete trovato i Madyon, e ci auguriamo che restino nelle vostre vite e raggiungano quelle di molti altri.

a cura di
Redazione

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