“Malato” è l’album di debutto di LEPRE

Il 13 maggio, Lorenzo Lemme in arte LEPRE, esordisce con il suo nuovo album “Malato”

Lepre, conosciuto all’interno della scena romana grazie al suo progetto precedente Le Sigarette e ancora prima con la band Box84 / Eildentroeilfuorieilbox84-Superbox, ha dato vita al suo primo album dal titolo “Malato“. Un progetto riuscitissimo, irriverente e volutamente “anti-pop”. Difficilmente incastonabile in un unico genere, questo album è una ventata di aria fresca nella discografia italiana, un lavoro che fa delle molteplici contaminazioni il suo punto di forza ma che al tempo stesso non perde di carattere.

Il singolo “Mio Marito” e il suo videoclip hanno annunciato l’uscita del disco.

LEPRE

LEPRE, all’anagrafe Lorenzo Lemme, è un cantante, batterista, percussionista nasce a Roma nel 1978 e cresce studiando batteria e percussioni. Si esibisce al pubblico e in tutta Italia dal 2015 al 2017, prima con Box84 / Eildentroeilfuorieilbox84-Superbox con le quali pubblica 6 dischi di cui gli ultimi 3 in collaborazione con Trovarobato, e poi con le LeSigarette pubblicando altri due dischi. Dal 2016 lavora al fianco di Lucio Leoni contribuendo alla produzione dei suoi brani.

La sua attività come musicista non si limita alle band ma, in contemporanea, prende parte a anche a collettivi artistici, gruppi busker, bande di percussioni, laboratori creativi di improvvisazione, manifestazioni artistiche nazionali e internazionali.

Malato

Questa idea del Malato mi affascina molto. Innanzitutto ha a che fare con il dolore e io credo che il dolore vada affrontato, esplorato, sdoganato, trattato come un aspetto fondamentale del percorso di ogni individuo

Dolore e disagio sono stati dell’essere a cui tutti prima o poi andiamo incontro. Che sia per malattia o per il percorso che stiamo attraversando, dipende da noi come vogliamo affrontare queste situazioni. Lepre racconta in questo disco in maniera personale mostrando il suo modo di affrontare certi momenti: alcune volte possono essere risolti con l’amore mentre altri possono essere solo contemplati.

Io nel mio primo disco parlo di alcuni passaggi difficili, dolorosi, pieni d’amore, di luce… Spesso mi sono sentito guarito.
Mi sembra di essermi salvato per ora, un po’ per fortuna un po’ per merito mio
”.

Malato” è un disco con cui Lepre riesce perfettamente a manifestare il proprio sé: a volte sgangherato e distratto, come ci rivela nella canzone “Bolletta“, mentre altre volte libero di svelare del tutto la propria personalità. In tutto ciò non manca mai la tendenza al cambiamento ma con la consapevolezza di rimanere sempre sinceri a noi stessi, un percorso nel quale fantasia e arte sono la via di fuga.

Tracklist

L’una e un quarto” è la canzone che apre il disco. Lepre ci racconta di un fine serata, quando gli animi si calmano e un po’ di alcool scorre ancora in corpo. Le serate si pagano, ci vuole del tempo per riassestare i pensieri e nel mentre si ragiona sulle responsabilità del giorno successivo. La quiete dopo la tempesta, il dolore lascia spazio alla tranquillità, ci si saluta, ci si rintana al sicuro da qualche parte e si tenta di gestire il vuoto nello stomaco.

Le percussioni sono sin da subito le protagoniste del disco: i fill di batteria sembrano quasi seguire un fil rouge tra i diversi brani con cambi di velocità, di ritmo e di tempi. Come ad esempio in “Ambulanza“, seconda traccia del disco, che si trasforma radicalmente nel ritornello con un cambio di passo inaspettato, oppure in “Mezzo scemo“, forse il picco più alto del disco, canzone dal testo potente, dall’animo rockeggiante ma che non abbandona la sperimentazione.

La meticolosità e la ricerca del suono sono palpabili all’interno di tutte le tracce dell’album. Non c’è canzone infatti che non stupisca per qualche particolarità: l’utilizzo di un strumento inaspettato, un cambio di ritmo oppure un riff di chitarra posizionato sapientemente che capovolge la canzone in qualcosa di completamente diverso.
Malato” è un disco che esprime al meglio la grande capacità e il talento di Lepre, di Giovanni Pallotti, di Daniele Borsato per gli arrangiamenti e di Fabio Grande per la produzione. Un album suonato e cantato egregiamente, che prova a fare qualcosa di diverso nel marasma della discografia italiana e che non perde mai di carattere.

A cura di
Stefano Cremonese

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