Nel mondo di Tutti Fenomeni con “Privilegio raro”

Tutti Fenomeni ci trascina nel suo mondo con questo nuovo album dove nessun pezzo è simile all’altro. Prodotto da Niccolò Contessa de I Cani, con cui porta avanti un sodalizio artistico dal 2018, il sound spazza dai suoni medievali al liscio con testi che parlano di letteratura, religione, politica e molto altro.

Alle origini di Tutti Fenomeni: l’immaginario romano

Parlare di Tutti Fenomeni e del suo nuovo album è difficilissimo, quindi cominciamo con le sue origini musicali. Giorgio Quarzo Guarascio inizia a fare musica nell’ambiente trap di soundcluod. Il progetto nasce nella scena underground romana tramite la collaborazione con i Tauro Boys in brani come “2004\2055” e “Per quanto ti amo pezzo che lo stesso artista ha definito “il suo capolavoro” in una recente intervista a Rolling Stone.

Per chi come me viveva a Roma (o in provincia) e in quegli anni frequentava la scena indie e trap, “Per quanto ti amo” è una hit assoluta. I suoni elettronici e il testo “senza senso” erano una novità nella scena romana ancora dominata dal cantautorato di Franchino e Carl Brave. La canzone si affacciava già la Dark Polo Gang e le produzioni di SickLuke. È in questo momento che Tutti Fenomeni acquista concretezza nel mondo della musica. “Sto per dirti qualcosa di ridicolo, per quanto ti amo ti compro il Gianicolo” è stata una delle dichiarazioni d’amore più abusate dai ragazzini romani in quegli anni.

Eppure Tutti Fenomeni, Carl Brave, Franchino e la Dark Polo Gang hanno fatto di Roma il tema principale della loro musica. Hanno creato un’estetica romana fatta di passeggiate in centro, fontanone, rione monti e Gianicolo. Forse era proprio questa estetica musicale che mancava alla capitale, che possedeva “solo” una forte estetica cinematografica. Non abbondava di riferimenti musicali che la descrivessero e che la facessero amare e sognare anche chi a Roma non vive. La capitale torna fortissima in questo novo album che contiene molteplici riferimenti alla sua storia e cultura. Nel brano “ A roma va così”, Tutti Fenomeni canta per la prima volta in dialetto raccontandoci di come sia cambiato il suo rapporto con la città natale. 

Mi piaci da morì, non so perchè. sarà il risentimento, per me è come il rinascimento”. 

La critica alla capitale

In effetti la canzone è in parte una velata critica alla città, per la quale l’artista prova sentimenti contrastanti. “A Roma va così” è un modo di dire che rappresenta bene il sentimento di chi ci vive: le cose vanno così, non ci si può fare nulla, ma Tutti Fenomeni dice anche “gli errori so così, so sempre primaveri, ma è nel perseverarli che noi ce sentimo fieri.”. Una città che sembra immutabile, perché tanto va così. Una città con cui si prova a fare i conti e, sentimento comune, piace a tutti anche se non si riesce bene a capire il perché. Il sound liscio del pezzo ci porta in una Roma di altri tempi, è possibile quasi vedere il Cupolone al tramonto che si staglia contro un sole che cala lentamente.

Dopo l’iconica “per quanto ti amo ti compro il Gianicolo“, anche in questo album Tutti Fenomeni ci dimostra che le dichiarazioni d’amore perfino nel 2022 possono non essere banali. La nuova potente dichiarazione si trova nel ritornello del brano che dà il nome all’album “Privilegio Raro” quando dice: “tu mi fai girare un po’ la testa, tu mi fai sentire il cuore a destra, tu mi fai girare come la svolta a destra.”

Il confronto con la religione

Ma il testo di “Privilegio Raro” non parla d’amore e il sound sembra quello di una guerra. Nel post-ritornello sentiamo poi un pezzo della messa, quando si celebra l’eucarestia: “non son degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola”. Anche nel brano “Non porto più la pena” è costante il confronto con la figura di Cristo e la religione in generale “non porto più la croce, legno di betulla legno di noce”.

In effetti i riferimenti alla religione sono costanti, anche perché Roma è una città indissolubilmente legata al Vaticano e quindi al cristianesimo. Confrontarsi con la tradizione cattolica è un must di Tutti Fenomeni, ma sembra anche una questione generazionale. La Gen-Z sta dialogando con la Chiesa, mettendola in discussione e rinnegandola se serve. Il suo fine è quello di creare una spiritualità nuova, nuovi punti di riferimento per chi è cresciuto con l’attentato alle Torri Gemelle del 2001 e la crisi del 2008, per non parlare di ciò che è successo dopo.

L’ultimo intellettuale del mondo della musica italiana

Heautontimorumenos” è il titolo di uno degli ultimi pezzi dell’album e deriva da una commedia di Terenzio, ma ripreso anche da Baudelaire in una poesia. Il termine vuol dire letteralmente “il punitore di se stesso”, ma Tutti Fenomeni lo usa come riferimento ai poeti, che in questo testo Baudelaire paragona a delle vipere. I poeti, quindi i cantanti, sono protagonisti anche di un altro brano, “Cantanti“, in cui l’artista afferma di non sopportarli – e quindi di non sopportarsi.

I riferimenti colti sono sempre presenti in ogni produzione di Tutti Fenomeni, ma solo di recente ha smesso di essere citazionismo per diventare una comprensione più profonda. Tutti Fenomeni cita Nietzsche, Marx, D’Annunzio e porta così la sua musica su un livello intellettuale non solo nei suoi, ma anche nei contenuti. “Privilegio raro” è, insomma, un mix di elementi che potrebbero dare un risultato orribile e invece rimandano un prodotto nuovo, fresco e assolutamente imprevedibile in ogni aspetto.

a cura di
Alessia De Santis

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