Quattro chiacchiere con Pianista Indie

Fuori dal15 aprile per l’etichetta Fenix Amsterdam il nuovo singolo di Pianista Indie “Amsterdam”. Ambientata nella città sui canali olandesi, “Amsterdam” diventa la metafora di una redenzione. Noi lo abbiamo intervistato, ecco che cosa ci siamo detti!

Benvenuto su Postaindipendente, se pensiamo al nome diciamo che sei proprio nel posto giusto! Ma vogliamo sapere di più sul personaggio misterioso che è Pianista Indie!

Ciao e grazie. In realtà c’è poco di misterioso in Pianista Indie. Sono un cantautore e compongo al pianoforte. Indosso la maschera solo quando ho voglia, un po’ come gli esseri umani. Produco la mia musica da solo. Scrivo canzoni e colonne sonore.

Il 15 aprile hai pubblicato il tuo nuovo singolo “Amsterdam”: ti va di raccontarci come è nata?

“Amsterdam” è una canzone che parla di redenzione. L’ho scritto di ritorno dall’Olanda. È un posto che amo e non potevo non cristallizzarla in un brano. 

Quali sono quelle immagini e magari quelle speciali opportunità che sono legate al tuo ricordo di Amsterdam e che la rendono così vicina a te?

Amsterdam ti accoglie. Ti senti a tuo agio. È il posto dove vorresti essere. Non ti giudica. Non ti assale. Per me è molto importante trovare un senso alle cose, ai luoghi.

Ad Amsterdam quel senso c’è. 

In che modo il tuo nuovo singolo si lega (o non si lega) ai brani precedenti?

Credo che la mia musica sia un viaggio in continua evoluzione ed il minimo comun denominatore è il mio pianoforte.

A quali artisti ti ispiri da un punto di vista musicale?

Paolo Conte, Chet Faker, Damon Albarn, Brian Wilson e molti altri. Mi piace la sperimentazione ed il cantautorato. 

Lasciaci con un posto preciso di Amsterdam che ci consigli di visitare e magari ascoltare anche il singolo che hai dedicato alla città sui canali!

Andate alla vecchia chiesa di Oude Kerk, in piena zona rossa. Luogo di magia e di contrasti. Meglio se di notte. 

a cura di
Redazione

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