California lancia il suo primo EP “Big Sur”

California propone un post punk americano, uno stile frizzante e di nicchia

L’EP è incentrato principalmente sul “Pianeti”: un brano che parla di un addio. Racconta la difficoltà e la sofferenza nel superare il distacco da una persona con cui si è avuto un legame forte e con cui si sono trascorsi diversi momenti insieme. Una canzone che suona quindi come uno sfogo, partorita dopo due anni di lavoro, tra studio e ricerca d’ispirazione, un flusso di parole scritte tutte di getto e col cuore in mano senza pensarci troppo. Gli altri brani sono nati da un riff di chitarra o di pianoforte, in cameretta, spontanee. Un EP che mette a nudo l’artista, senza nascondere nulla, che mischia diversi generi, in cui viene a galla il suo background musicale. Un pop romantico con delle sfumature di rabbia e malinconia.

Biografia

Sono chiare le influenze pop rock di Nicolo’ Palandrani in arte California: già da bambino ha iniziato ad ascoltare Blink 182, Sum 41, Green Day, ma nel suo background troviamo anche Nirvana, Oasis, Battisti.
Si approccia alla scrittura all’età di 13 anni, componendo le sue prime canzoni che terrà segrete. All’età di 17 anni decide di manifestare il proprio talento grazie al mondo del rap. Per circa 10 anni farà parte della scena aprendo i concerti ai Club Dogo, Marracash e Two Fingerz.
Dopo l’incontro con il chitarrista Fabio Brando, sceglie di dare una nuova veste pop, più strumentale ai suoi pezzi. “Big Sur“, prodotto da Federico Carillo e Davide Roberto, è proprio il risultato di questa forte amicizia e collaborazione artistica.

Ciao California, benvenuto a Thesoundcheck! Parlaci di questo nuovo EP, “Big Sur”.

Ciao! “Big Sur” è il frutto di due anni di lavoro, iniziato nel pieno della pandemia. Le canzoni sono state scritte e composte insieme a Fabio Brando, amico fraterno.
L’EP propone note frizzanti e malinconiche, nostalgiche e squillanti. Da quale genere o artisti ti lasci ispirare?

Generalmente il mio background viene dal punk rock californiano, dal rock n’roll e dal rap, ma  per le produzioni di “Big Sur” ho cercato di creare un suono che fosse il più originale possibile. Il suono è per lo più pop, ma ovviamente qua e là ci sono dei riferimenti ai dischi che più mi hanno formato artisticamente. 

Da dove nasce California? Ci sei mai stato?

Il nome California è nato casualmente, proprio dal fatto che è stato sempre un mio sogno andarci. La California per me è un luogo paradisiaco: sole, spiagge, mare, concerti rock e grattacieli! È nella mia testa un’idea di sogno/libertà e per questo ho scelto di chiamarmi artisticamente così. A oggi ancora non ho ancora avuto la fortuna di andarci, ma ci sto lavorando!

Pianeti” è la hit dell’EP, e una persona che non riesce a trovare un posto nel mondo, per via dell’abbandono di un partner. È il brano a cui sei più legato? Da dove nasce?

“Pianeti” parla di un addio, una delle cose più difficili da superare. Staccarsi è sempre complicato, spezzare un legame forte tra due persone che hanno passato un sacco di tempo insieme. La canzone è figlia del primo lockdown, scritta in circa due ore, uscita di botto, con naturalezza. Onestamente non è la canzone a cui sono più legato, ma è stato comunque bello scriverla e poi registrarla in studio. La produzione iniziale prevedeva un pezzo molto più lento e triste, ma poi siamo riusciti a farlo diventare più incalzante grazie al forte ritornello.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non sono uno che progetta molto il futuro, ma sicuramente posso dirti che scriverò canzoni come sempre, con la stessa passione e intensità.

A cura di
Redazione

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