ADA: “Antifragile significa sapersi sempre migliorare”

Antifragile” è il titolo del nuovo disco degli ADA fuori dal 18 marzo per Pioggia Rossa Dischi. Un tra le rock band più interessanti dell’underground veneto torna con una nuova raccolta che si focalizza sull’importanza a volte di mostrarsi fragili, proprio perché umani.

Noi li abbiamo intervistati dopo aver ascoltato il loro album, ecco che cosa ci hanno detto!

Ciao ragazzi, benvenuti sui nostri schermi! Partiamo con una domanda impicciona, vi va di dirci l’origine del vostro nome? È un acronimo?

Ciao! È una domanda che ci fanno spesso. ADA all’inizio era l’acronimo di un nome più intricato, che solo i nostri amici ricordano; siamo passati a questo nome più semplice, anche perché abbiamo scoperto che la sala prove dove suoniamo e dove ci siamo formati un tempo era la stanza di una signora di nome Ada!

Il 18 marzo possiamo finalmente ascoltare il vostro album “Antifragile”, da dove viene la scelta di un titolo così peculiare?

Per farla breve essere antifragili significa sapersi migliorare e adattare di fronte a difficoltà o situazioni di disordine. Rappresenta bene il nostro percorso degli ultimi tre anni e riassume il significato dei cinque pezzi.

Il disco riassume quindi le emozioni e le fragilità di questi ultimi due anni: possiamo dire che questo disco vi abbia reso più forti di prima?

Sicuramente, infatti come percorso artistico e professionale ci ha fatti maturare molto e ci ha dato più consapevolezza di come andare avanti. Nonostante le difficoltà e le limitazioni non ci siamo fermati e lo abbiamo voluto con tutti noi stessi. Anche se è un EP per noi è denso di significato.

Siete una delle band alternative rock più underground del momento, ci sono però degli artisti a cui solitamente vi ispirate per la scrittura della musica o anche per tutto il versante figurativo?

Nell’ultimo periodo siamo molto affezionati alla scena post-punk, in particolare agli IDLES che sono sempre in cerca di innovazione. Nel cuore ci portiamo qualche classico come i Verdena, i Radiohead, i Queens of the Stone Age. Ci hanno formati quindi tornano sempre a ispirarci. Però ci piace essere influenzati e riusciamo a trovare qualche spunto da una miriade di artisti e generi diversi.

C’è un brano del disco che secondo voi esprime al meglio il senso del disco e perché?

Sono tutti brani abbastanza diversi l’uno dall’altro. Noi siamo molto affezionati a Leggera che abbiamo scritto poco prima di andare a registrare e secondo noi lascia ben intravedere il nostro futuro artistico.

Vi lasciamo chiedendovi se sarà possibile ascoltarvi dal vivo prossimamente!

Non vediamo l’ora e abbiamo qualche annuncio da fare a breve, presto saprete!

a cura di
Redazione

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