I mostri di Generic Animal

Il 16 marzo Generic Animal ha presentato in conferenza stampa il suo nuovo album “Benevolent”. Il disco uscirà in vinile e in digitale il 18 marzo per la Tempesta Dischi.

Luca Garizia è un animale generico di nome e di fatto che sfugge alle definizioni e alle etichette. Il suo percorso artistico è lo specchio della sua personalità: passa dall’hardcore all’emo, alla trap, al rap. Due anni dopo “Presto” arriva “Benevolent” con un sound che è un mix tra rock, post rock e urban con degli sfarzi pop.

Il titolo e la copertina

“Benevolent” era il nome più oscuro, ma gentile da poter regalare al pubblico. È ispirato a Benevolent K: una creatura di fiume presa da un libro di storie giapponesi. Questo personaggio ha la caratteristica di diventare tua amico se lo sconfiggi e lo sottometti. Il cattivo è mascherato da buono e il buono è mascherato da cattivo. Un Dodo dell’albero azzurro che da fuori sembra un mostro della laguna rappresenta al meglio l’ombra e la facciata del disco.

Nel disco ti poni a metà tra l’età adulta e l’infanzia. Il ribaltamento tra buono e cattivo vale anche per quest’ultima? Consideri l’infanzia un periodo negativo dato che solitamente viene considerata come un periodo felice?

Chi lo sa se esistono i bambini cattivi? Magari io ero un bambino cattivo e avevo dei genitori che non riuscivano a capirlo. Sì, l’infanzia viene trattata al pari dell’età adulta, non come una cosa malinconica o felice ma in maniera didascalica, per come si ricorda da adulti.

Il suono

“Benevolent” è il primo disco in cui l’artista riesce a fare una ricerca personale a tutto tondo. È partito da demo e bozze molto più complete, canzoni finite con bit e chitarre, per poi registrare nuovamente tutto con l’aiuto di Carlo Porrini cercando di mantenere la cifra iniziale dei pezzi. È un disco ispirato agli anni ’90 e naturalmente suscettibile alle influenze dell’artista. Ha avuto finalmente l’occasione di sfoggiare la sua passione per una produzione retrò, ma in chiave un po’ più contemporanea.

L’influenza della pandemia

La scrittura del disco è partita nel 2019 ed è terminata nel 2021. Ci sono stati dei blocchi di tempo che hanno scandito la scrittura e la produzione. A livello di narrativa, ci sono un paio di testi legati alla frustrazione dello stare fermi a guardare le persone che sono riuscite a fare qualcosa anche in questo periodo. Allo stesso tempo, “grazie” alla pandemia, Generic Animal è riuscito a recuperare tempo e i mezzi per fare un disco liberatorio.

“Piccolo”

Il pezzo che apre il disco, “Piccolo”, parla di terapia, di come essa scandisca l’umore e la durata delle giornate. Tratta di tutte quelle riflessioni spicciole sui percorsi personali e di tutti quei consigli che spesso non si riesce ad utilizzare perché si è troppo concentrati sul lamentarsi. Descrive la meditazione, tutte le sensazioni che provi e la capacità di saperle usare in modo produttivo.

“Incubo”

È un pezzo pop rock. Questo tipo di musica per Generic Animal è una sicurezza, è un genere un po’ stantio, ma che ultimamente sta ritornando, si sta rinnovando sia esteticamente che politicamente.

“Clermont”

A Luca piace molto parlare degli animali che ha avuto. Clermont è l’amico a quattro zampe che ha convissuto con lui, a casa dei suoi genitori, nel periodo nel quale aveva molta paura dei cani. Non ha mai vissuto momenti intensi con l’animale, ma è sempre rimasto nella storia della sua famiglia. Ad un certo punto Clermont sta male e viene abbattuto, ma i suoi cari raccontano che è stato spedito in campagna e non è più tornato. L’artista lo scopre involontariamente da adulto e riflette su come la leggerezza delle parole non sempre rappresenti la leggerezza del contenuto delle bugie.

“Aspetta” e “Riverchild”

I due brani hanno un elemento in comune: la scrittura midi. Generic Animal prova a produrre per la prima volta materiale beat durante la prima quarantena trasponendo parti di chitarra su altri tipi di strumenti. Inizia a comporre uno spartito per pianoforte ma con un’estensione fatta con una chitarra midi. Successivamente ha iniziato ad accompagnare la scrittura chitarristica a degli strumenti virtuali, cercando di sotterrarla con dei suoni che creassero uno strato in più al disco.

“Aspetta” è stata prodotta quasi interamente da Luca ed è il pezzo più eclettico del disco. È caratterizzata da un riff continuo “decorato” con le registrazioni dalle voci dei suoi amici. È l’unico brano che non ha una vera e propria spiegazione ed è ispirato al tema di “Incubo”, il giro è basato su quello. “Riverchild” si basa su un bit post rock scritto durante la prima quarantena e orchestrato facendo risuonare le batterie, distorcendo tutti i synth.

“Bastone” e “So”

Sono due canzoni che hanno lo stesso sentimento di base: l’invidia, il non riuscire a realizzarsi però declinati in due modi differenti. Da una parte, con “Bastone”, abbiamo la città e i social media e dall’altra parte “So” è più legata all’ambiente degli addetti ai lavori, al mondo della musica, al dietro le quinte, al suonare ad un festival e beccare quello che non ti saluta.

“Paura di”

È un pezzo estremo e drammatico. Si tratta di una riflessione sui lunghi periodi passati a sentirsi appiattiti quando, per assurdo, non si ha paura di nulla perché immersi nei propri pensieri, ma poi arrivano quelle giornate in cui ti dici: “Non vorrei perdermi niente. Morissi ora perderei tutto”.

“Recinto”

“Recinto” è uno tra i primi brani che è stato scritto dall’artista nel 2019. Era già uscito come demo durante la prima quarantena ma è stato inserito comunque nel disco perché parlava della sua relazione che poi si è trasformata in una cosa ancora più importante dopo la pandemia. Il disco è stato prodotto “in scaletta”, come si faceva una volta, è stato preso questo pezzo scarnissimo ed è stato trasformato in una canzone ombrosa e piena di onde.

Generic Animal presenterà il suo disco in tour a partire da aprile da Rivoli accompagnato da una band speciale fatta di persone a cui l’artista tiene molto. Non vede l’ora di ritornare sul palco!

a cura di
Lucia Tamburello

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