Enrico Bottero ci racconta “Pezzi di carta”

Iniziamo con le presentazioni

Enrico Bottero è un giovane cantautore dalla provincia piemontese di Fossano. Polistrumentista, inizia a suonare la chitarra a quattordici anni, per poi approcciare al pianoforte, suo fedele compagno di viaggio da lì in avanti. La pandemia stimola in lui un periodo di forte creatività, un’esigenza espressiva che porta Enrico a raccontare se stesso con sensibilità e sincerità disarmante. Dal punto di vista musicale, il mondo di Enrico è il pop, le sue influenze sono da ricercarsi in Tommaso Paradiso, Ultimo, Gazzelle, Coez. La musica per Enrico è connessione: con le proprie emozioni e con chi ascolterà e si identificherà con i suoi testi.

“Pezzi di carta”

“Pezzi di carta” parla di una relazione complicata, della difficoltà di ricominciare anche quando vorremmo rimanere aggrappati all’altra persona nonostante tutto. I pezzi di carta rappresentano ciò che vorremmo lasciare a quella persona speciale, come a voler donare una parte di noi stessi.

L‘intervista
Ciao Enrico, benvenuto su Posta Indipendente. Oggi parleremo del tuo nuovo singolo “Pezzi di carta”. Per prima cosa, vorrei chiederti, come mai “Pezzi di carta?

Ciao Ragazzi, prima di tutto ringrazio tutto il team di Posta Indipendente per l’intervista. Ho deciso di chiamare il mio singolo “PEZZI DI CARTA” perché mi immagino di lasciare qualcosa a questa persona come fosse una parte di me, un persona che è stata importante. Mi piace pensare che lasciandole dei pezzi di carta lei possa ritrovarmi.

Quali sono i principali messaggi che vuoi comunicare con questo singolo?

Il messaggio è quello di avere la forza di ricominciare nonostante tutto, anche se le cose non sono andate come ci aspettavamo, come spesso accade nella vita e nelle relazioni. La metafora dei “PEZZI DI CARTA” è proprio questa.

C’è un cantante in particolare con cui ti piacerebbe collaborare in futuro? E perché?

Ho molte reference, ci sono tanti artisti che ascolto ma credo siano fuori portata… Io sono all’inizio del mio percorso e so che sarebbe difficile fare un featuring con gli artisti che ascolto e che mi influenzano. Un passo alla volta!

Nel ritornello canti “ti ho lasciato dei pezzi di carta, ma non so se li leggerai o magari te ne fregherai”. Alla fine, la persona a cui hai lasciato questi pezzi di carta, li ha letti?

Naturalmente è una metafora… Ma non sono sicuro che la persona in particolare che cito nel brano li avrebbe comunque mai letti.

Come mai hai deciso di dedicarti proprio al pianoforte?

Mi sono dedicato al pianoforte perché lo considero uno strumento incredibilmente espressivo, con cui riesco a comunicare facilmente le emozioni che voglio comunicare con i miei brani.

Da musicista, come hai vissuto la pandemia?

Come molti, ho vissuto la pandemia in modo negativo, perché mi è mancata tantissimo la normalità e il poter fare quello che mi da entusiasmo e mi fa stare bene, soprattutto stare con gli amici e le persone a cui voglio bene. Per non parlare dell’impossibilità di fare musica Live, che considero il momento più importante per un musicista, il contatto con il pubblico.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Non sono uno che fa programmi precisi, mi piace vivere il momento… Sono sicuro che voglio coltivare il mio lato artistico e musicale. Questo è il mio primo singolo e tutto ciò che è arrivato da questo singolo mi ha entusiasmato molto e voglio continuare questa avventura.

a cura di
Cassia Fraglica

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