I Blupetrolio ci parlano di “Malinchonia”

Uscito il 4 febbraio “Malinchonia” è il nuovo singolo dei Blupetrolio, che anticipa l’uscita dell’EP “Freddo”.

I Blupetrolio nel nuovo brano ci parlano del tormento, l’essenza di un vuoto generazionale che accompagna quotidianamente l’esistenza dei giovani ma soprattutto dei “meno giovani” che faticano a trovare sempre di più una collocazione esistenziale nella società attuale.

I Blupetrolio hanno scelto di non essere schiavi di un sistema dove la musica è solo un contenuto aggiuntivo, un riempimento e un pretesto, dove l’artista deve essere per forza personaggio, immagine, o un post da condividere. I Blupetrolio si impegnano a diffondere il proprio progetto solo attraverso canali dove il contenuto artistico/musicale abbia l’adeguata risonanza e dove la cultura musicale rappresenti una priorità.

Blupetrolio

Ciao ragazzi, benvenuti su Posta Indipendente. Vorrei subito iniziare chiedendovi come nascono i Blupetrolio!

Ciao e grazie per l’invito! Il progetto Blupetrolio nasce dalla passione per la musica senza etichette  o limitazioni,  senza paraocchi, che da un garage di periferia ha deciso di dar voce e sfogo alle paure,  alle delusioni e  agli insuccessi  della nostra generazione in un periodo storico decadente e a tratti paradossale.

Un trio con gusti musicali molto differenti tra loro che spaziano dal blues al metal, al rock alternativo passando per il pop arrivando al prog lasciando aperta la porta ad ogni tipo di contaminazione.

Perché avete scelto “Blupetrolio” come nome della band: qual è il significato?

Il nome Blupetrolio nasce come omaggio ai Diaframma e a Federico Fiumani  (leader e fondatore) per il quale nutriamo massima stima, rispetto e ammirazione!

Rispecchia inoltre la parte nascosta, scura, fangosa  e profonda di ognuno di noi. Quella che ispira i poeti e spaventa gli autori televisivi… 🙂

Parliamo di “Malinchonia”, il vostro nuovo singolo che è uscito il 4 febbraio. Come nasce l’idea narrativa e creativa?

L’idea nasce dal riff iniziale, che con un certo “nervo” ritmico e sonoro si sviluppa e lascia spazio a sonorità ruvide e dure come peraltro i temi che affronta. Un linguaggio diretto e tagliente che scava a due mani nella coscienza di una società troppo distratta e veloce per riflettere su temi scomodi  come la disillusione, l’insoddisfazione e le frustrazioni di cui si nutre la natura umana.

Quali sono gli artisti di riferimento, di chi scrive il brano e del resto della band?

Come detto in precedenza abbiamo influenze musicali differenti, ma ci accomuna sicuramente l’interesse per tutto quello che è rock alternativo e indipendente italiano e tutto quello che ha caratterizzato la scena grunge degli anni 90. Quindi per il rock alternativo gruppi come Diaframma, Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena, Karma e Timoria. Per quanto riguarda la scena grunge gruppi come Alice in Chains, Pearl Jam, Nirvana, Mudhoney ecc.

Il vostro più grande sogno musicale?

Probabilmente quello di sdoganare tutto quello che per ora l’industria della musica propone. Non in termini di stili o generi musicali, la musica è ciclica e nessuno (o quasi) inventa qualcosa di nuovo. Piuttosto in termini di sensibilizzazione all’ascolto, di combattere l’ossessione di dover etichettare o incasellare il lavoro di un artista in un genere prestabilito o di ridurlo ad un confronto o peggio ancora alla competizione. Se anche l’arte dovesse diventare competizione non ne usciremo vivi…

L’idea di questo brano nasce dal momento che viviamo?

L’idea nasce prima della Pandemia ma è comunque riferita al periodo storico attuale, ad una società troppo distratta dal “tutto” e contenta del “niente”.

Di quale messaggio cercate di essere portatori con la vostra musica?

Di non essere dei bravi ragazzi che cercano “le palle” in fondo ad una bottiglia. Di uscire di casa, dal torpore e gridare incazzati al mondo il proprio disagio!  Perché nella maggior parte dei casi ci sarà qualcuno come te, che però quel coraggio non l’ha mai avuto e l’ha pagata cara! Stay rock!!!

a cura di
Redazione

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