Le parole non dette di Lebenswelt

Lebenswelt torna a quattro anni di distanza dall’ultima pubblicazione, col nuovo album “Unspoken Words”, distribuito da Under My Bed Recordings / OuZel Recordings. E’ il sesto lavoro in studio di Giampaolo Loffredo, artista romano che ha dato vita al progetto “Lebenswelt” nel 2003, come una fenice risorta dalle ceneri dei Joy Of Grief. Una fase di ulteriore rinascita perpetrata attraverso lo sviluppo e la sperimentazione collettiva, grazie alla partecipazione di numerosi artisti italiani e internazionali come Pall Jenkins (Black Heart Procession), Andrew Richards (Uniform Motion), RIchard Vincent Adams (Hood, The Declining Winter), e tanti altri, che hanno permesso uno sviluppo artistico e strumentale notevole, lasciando inalterata la caratteristica vena introspettiva dell’artista.      

Tocco d’artista

Vena che risalta subito agli occhi attraverso la copertina dell’album, commissionata all’artista italiana Anat Zeligowski, la quale ricrea questo dipinto policromatico, al limite del metafisico con queste finestre aperte su un puzzle di colori distanti, così vivaci e allo stesso tempo altisonanti con la trama crepuscolare che scaturisce dal susseguirsi delle atmosfere sognanti in cui si viene catapultati durante l’ascolto.

La trama

Addentrandosi nell’ascolto dell’album è riconoscibile un fil rouge che si insinua tra le dieci tracce, ognuna delle quali dotata di una propria anima distinta, ma allo stesso tempo intimamente connesse in un lungo viaggio che si apre e si chiude tra le due parti di “A short History Of Decay 1-2”, come testa e coda di un serpente senza fine, che ci lascia in balia delle melodie quasi eteree da cui è attraversato.

In Sintesi

Melodie lievi ma penetranti, ridondanti, accompagnate dall’uso di chitarre riverberate e atmosfere elettroniche, che riportano a quelle dei Beach House o dei Cigarettes After Sex, ma simultaneamente si distaccano e prendono il largo per altri mari, trasportate dalle correnti della malinconia, che creano nell’ascoltatore un senso di contatto intimo e profondo, di riflessione, ricerca interiore e meditazione.

Ora non vi resta che trovare una poltrona, magari un camino e un buon bicchiere, per lasciarvi trasportare da Lebenswelt.

A cura di
Mattia Mancini

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