Intervista ai The Rideouts su “Get a little closer”

Fuori dal 7 gennaio “Get a little closer”, il nuovo singolo dei The Rideouts. Il brano, estratto dall’ultimo album “Magical World”, è accompagnato da un videoclip realizzato da Anita Soukizy.

The Rideouts – Get a little closer

Ciao ragazzi, ben trovati. Quest’estate ci siamo conosciuti con il brano “You’re love”, mentre ora è uscito “Get a little closer”. Questo nuovo brano è molto energico rispetto al precedente. Come mai avete deciso di farlo uscire ora? Non era forse più adatto al periodo estivo?
Indubbiamente il brano ha un’energia “estiva”, ma abbiamo voluto attendere fino adesso per dare un messaggio di speranza in questo periodo già così difficile per la pandemia e ancor di più durante i mesi invernali. La scorsa estate sembrava le cose andassero meglio, non c’era così bisogno, adesso sì. “Avviciamoci”, o meglio, speriamo di ri-avvicinarci presto, e di abbracciarci come prima.

“Get a little closer” suona quasi come un invito a violare i vari DPCM, ma a parte gli scherzi. Come è nato questo brano? E di cosa parla?
Non diciamolo a nessuno però 🙂
La canzone è nata spontaneamente. Era già da un po’ di tempo che volevo scrivere un brano funky, dalle sonorità “classiche”, ovvero con un arrangiamento fatto con strumenti quali chitarra ritmica “pulita”, organo, etc…, insomma i più comuni nelle canzoni funky anni ‘70. Avevo già l’idea del testo e una volta scritta la melodia ho pensato che quel testo fosse perfetto per questa musica: essendo un ritmo sostenuto, dà proprio l’idea della ragazza che sollecita il suo spasimante a darsi una mossa e dichiararsi, che è quello di cui parla la canzone. Due innamorati, lui che non si decide a fare l’ultimo passo, quello decisivo, e lei che gli fa capire di non perdere altro tempo.

Il brano è stato estratto dal disco Magical World, parlateci anche di questo album. Qual è il brano a cui siete più legati e perché?
Come tutti gli album precedenti, anche “Magical World” affronta le situazioni di vita che tutti noi viviamo prima o dopo. Questo album ha già riassunto nel titolo quello di cui parla: è un mondo magico, con diverse sfaccettature, siano esse positive, negative, strane, particolari…. In esso si parla di relazioni che potrebbero iniziare, che vengono vissute a distanza, dichiarazioni d’amore, violenza domestica…di tutto e di più insomma.
Personalmente sono molto legato a “I’m still dreaming of you”, poiché parla di una relazione a distanza, che è quello che ho vissuto lo scorso anno a causa della pandemia. L’avevo scritta ispirandomi ad altri, è diventata forzatamente personale.

Passando all’attualità, come state vivendo questa pandemia? Come ha influenzato la vostra musica?
La cosa negativa della pandemia è sicuramente la mancanza di contatto col pubblico per l’impossibilità di fare concerti come una volta, la riduzione del numero di partecipanti…pertanto speriamo che si ritorni al più presto alla normalità.
La cosa positività invece è che ha portato tanti spunti nuovi da cui prendere ispirazione per scrivere nuovi pezzi: dalle situazioni di vita a quelle sulle decisioni politiche di gestione della pandemia ce n’è di materiale.

Prossimi progetti?
In cantiere ci sono diversi pezzi nuovi. Non so ancora se vedranno la luce entro quest’anno o all’inizio del prossimo, ma almeno dal punto di vista compositivo non ci si ferma mai, per fortuna. Come dicevo prima, i temi da trattare sono tanti e quindi non vedo l’ora di trasformarli in canzoni e poi registrarle.

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