Decrow e la sua “Summer Rain”

La musica rispecchia le personalità degli artisti, ed infatti, quella di Decrow é ricca di sentimenti alternando momenti di vitalità e momenti di introspezione.

Giulio, in arte Decrow nasce a Roma il 19 marzo 1995. Fin da piccolo il padre lo fa appassionare alla musica spaziando dal rock anni 60 a quelli dei primi 2000. Queste risultano essere tutt’oggi sue principali influenze.

Il nome d’ arte ha origine dalla passione per il cinema dell’ artista in particolare per il film Il Corvo il quale influisce moltissimo sul pensiero di Decrow. Con le sue atmosfere Goth dei primi 2000, le canzoni dei Cure e l’irrefrenabile storia d’ amore che racconta, il film Il corvo è come se fosse una trasposizione in immagini della musica di Decrow.

 Nel 2017 Pubblica i primi brani da cui ne conseguono i primi live di apertura e i primi dj set in club romani e non. Nel 2019 si ferma per lavorare in studio e affinare le sue doti canore. Oggi i suoi brani uniscono le sonorità rock che lo hanno influenzato per tutta l’infanzia con suoni elettronici e sperimentali.

La situazione musicale di Decrow é iniziata da giovanissimo, dalle scuole medie. Successivamente affiancato dal suo team e da Cristian redini, colui che mette le mani nel disco e proprietario dello studio, ha iniziato a prendere la musica più seriamente.

Decrow
Summer Rain

Summer Rain è la prima raccolta di Decow uscita a fine estate 2021, con le prime piogge che l’ artista pensa essere le lacrime dell’ estate. L’ep contiene 9 canzoni delle quale gia conosciamo Mellory con ccc plaisir dei kinder garden, e Oblò con Pablo Limo. Passando da un brano all’ altro incontriamo variazioni stilistiche, cambi di mood e mille emozioni, infatti ogni canzone ci lascia la curiositá di ascoltare quella dopo.

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Decrow sembra aver diviso le vibes del disco esattamente a metà, rimanendo in linea con l’ossimoro del titolo della raccolta. Una trasmette tanta energia e voglia di spaccare il mondo, l’ altra la parte più oscura dell’ artista. Anche dal punto di vista sonoro troviamo una grande varietà, forse per la scelta di non lavorare con un solo produttore, ma affianco a più mani tutte diverse tra loro. Vediamo infatti come si alternano canzoni più elettroniche, con canzoni molto più acustiche, sembra l’evoluzione post apocalittica di un disco grunge degli anni 90.

Decrow
Come é avvenuto questo cambio stilistico dal 2019 fino ad ora, cambiano la tua impronta da uno stile prettamente Rap/Trap fino ad un carattere Punk Rock?

Ho sempre ascoltato musica rock fin da bambino, di ogni tipo. Non sono mai stato un grande cultore di musica rap/hip hop, però penso come ogni ragazzo romano di periferia della mia età (ho 26 anni) da ragazzino ero in fissa per il Truceklan, questo ha influito nella mia musica. Diciamo che ho iniziato quindi un po’ come tutti, con la musica trap o rap come la vuoi intendere solo perché ormai con i mezzi che ci sono tutti possono provarci, è veramente facile. Ma io nella vita ho bisogno di stimoli e quel tipo di musica non me ne dava. Avevo il bisogno di suonare davvero di poter mischiare generi, e di variare gli accordi, quindi diciamo che la mia vena rock ha preso il sopravvento facilmente, e così ho iniziato a registrare i nuovi brani che poi avete ascoltato in Summer Rain.

Da dove é nato il tuo nuovo album Summer Rain e come mai questa contrapposizione di un’estate che normalmente e sinonimo di spensieratezza e la pioggia che invece rappresenta malinconia?

Summer Rain è il momento di mezzo che c’è tra il passato e il futuro. Le piogge, solitamente di fine estate, sono quelle piogge che ti fanno rattristire perché pensi a tutte le cose estive che dovrai lasciarti indietro, ma ti donano curiosità anche per cosa ti attenderà nel futuro. Ecco, in Summer Rain ci sono canzoni di 2 anni fa e canzoni di 3 mesi fa, le ho messe insieme perché secondo me le piogge di fine estate devi godertele, come devi goderti ogni attimo nel momento esatto in cui lo vivi senza pensare al futuro o al passato, solo quel secondo in cui quella goccia si infrange sul tuo cappotto. Summer Rain un momento di transito non so tra cosa, ma è il presente.

Com’é strutturato il tuo percorso artistico, hai delle persone che ti seguono in ogni tuo progetto?

La direzione artistica della musica è mia. Scelgo io che brani fare, per quanto riguarda il mio immaginario sono io ciò che si vede, anzi forse anche peggio. Nel progetto Summer Rain però hanno lavorato parecchie persone. In Primis Cristian Bedini, che non solo per questo ultimo Ep, ma da sempre deve combattere con le mie paranoie in studio, quando gli faccio mixare mille canzoni e poi gliele faccio cestinare( questa cosa sto cercando di migliorarla, per fortuna ho lavorato su me stesso, e ho molta più sicurezza) poi Federico in arte Zarathustra che insieme a Cristian formano gli AeGeminus. Con loro ho lavorato Red Edera, Aerei di Carta, Una bugia, Vernice, Primi Passi , insomma hanno lavorato alla maggior parte dei brani del disco. Un’ altra importante presenza é Ccc Plaisir, dei Kinder Garden, a cui voglio molto bene e con cui si è creata subito una buona intesa. Pablo limo, il mitico Paoletto con cui ho lavorato Oblò, la hit del disco. Astron e Child che sono la band con cui suono ai miei live e con cui abbiamo fatto Lati opposti. In oltre ci sta il lavoro di Casi, Simone, che è il mio sangue e riesce a tenere a freno la mia mente fuori di testa e mi da una grande mano a riordinare tutte le mie idee. Insomma dietro ci sta un bel lavoro da parte di più persone. Mi piace lavorare con più produttori, fare musica con più punti di vista. Mi da più stimoli e mi fa scoprire sempre cose nuove.

Hai una canzone alla quale sei piú affezionato, con una storia particolare dietro?

Tutte hanno una storia dietro. Magari più canzoni raccontano la stessa storia in modo diverso. A livello emotivo amo tutta la mia musica allo stesso modo. Non puoi voler più bene a un figlio rispetto a un altro. Se ti devo dire una che preferisco, forse Red Edera ma solo perché è quella che mi diverte di più suonare ai concerti.

Hai qualche live in programma?

Abbiamo suonato in mezzo alla strada tempo fa al mercato di Porta Portese ed è stata un esperienza fichissima perché oltre alle persone che erano venute proprio perché informate dell’evento, altre si sono fermate per la curiosità è questa secondo me è stata una vittoria perché viviamo in un era in cui la curiosità è morta, tutti sanno tutto, o pensano di sapere, non esiste più lo stupore nelle cose, è tutto standardizzato. Vedere persone molto più grandi o più giovani fermarsi e chiedersi cosa stava succedendo è stata una vittoria.

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A cura di
Jacopo Somma

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