“Sistole”, il primo EP degli Incubi di Freud

“Sistole” è l’EP di debutto del progetto musicale marchigiano Gli Incubi di Freud. Con il riscontro positivo del singolo “Miglior attore non protagonista” a fare da apripista, “Sistole” affronta tematiche molto intime e autobiografiche. I pezzi sono tentativi di sublimare alcune ferite in rimarginazione, affrontate con la seriosità di testi a volte anche aulici, spesso cinici e al vetriolo. Per contro gli arrangiamenti musicali si lasciano ballare, saltare, scorrendo via come un classico ascolto alternative rock da cui però è inusuale aspettarsi una certa cifra stilistica nel linguaggio narrativo. 

“Con questo disco rilancio il monito, importantissimo per l’artista, rock is not dead . Al di là delle tendenze discografiche trovo questo genere ancora molto attuale, sempre moderno e fresco, il più adatto per fare questo tipo di percorso introspettivo con la giusta cazzimma, da entrarti nel petto ed uscire dal corpo sotto forma di ballo, pogo, sfogo, urlo. Questo EP è anima e corpo.”

Joshua McFarrow, leader del progetto

“Ta”, “L’incubo di Freud”, “Brinderemo”, “Fly”, “Santità o demenza”, “Migliore attore non protagonista” compongono il disco che è stato scritto, composto, arrangiato da Joshua McFarrow (nome d’arte di Josafat Farroni), le parti strumentali sono state registrate in home recording dai musicisti e le parti vocali sono state registrate presso il Ganapati Studio di Francesco Micucci a Morrovalle (MC) che ha curato anche mix e master. “Sistole” è disponibile dal 10 dicembre in streaming e download su tutti gli store e piattaforme digitali.

Biografia

Gli Incubi di Freud sono il progetto solista alternative rock del marchigiano Joshua McFarrow: all’anagrafe Josafat Farroni, “il paziente zero”, è di Ripe San Ginesio (MC), gli altri pazienti/musicisti si barcamenano tra maceratese e fermano, tra mare e monti (Matelica, Tolentino, Porto Sant’Elpidio). La band si completa così con Alessandro Camela alla batteria, Edoardo Graziani al basso, Andrea Piermarteri alla chitarra solista e Mirko Fermani alla chitarra ritmica. Non casuale è l’utilizzo di termini psicoterapeutici (come deducibile dal nome del progetto): il concept e le tematiche del gruppo nascono dall’esperienza in prima persona del cantante, dando seguito alle sedute in studio attraverso la musica.

“Esistevano de facto nel limbo delle cose incompiute già nel lontano 2013, quando ero troppo  pavido e imbarazzato per esibire al mondo le mie composizioni. Quindi è solo dopo i primi 10 kg presi sotto il  lockdown di marzo 2020 che decido di porre rimedio all’adipe da stress accumulato. Ho deciso finalmente che Gli incubi di Freud non dovevano essere incompiuti perché non sapevo più come contenere l’enorme universo semantico che ho coltivato dentro di me. Oppure è stato semplicemente quest’ultimo che è confluito nelle necessità improrogabili; mi faccio andar bene entrambe le soluzioni.” 

“Gli incubi di Freud nascono dalla precisa necessità di fare introspezione pubblica con la schiettezza propria della musica, ambito che mi permette di muovermi senza gli abituali impacci di timido introverso quale sono.” 

a cura di
Redazione

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