Puntine disturbanti e prospettive falsate. L’intervista a IO

Dopo l’uscita del secondo album “Sounds Bad” a giugno, è nostro dovere entrare nel mondo del giovane artista siciliano, IO.

IO è il progetto musicale di Andrea Scollo, musicista di origini ragusane. Il suo primo approccio con la musica avviene a 12 anni con la batteria, ma è la chitarra il suo strumento prediletto. La sua passione per la musica si ispira a una moltitudine di generi musicali quali rock classico, musica psichedelica, blues, funk e qualche accenno all’hip-hop.
Esordisce con il primo EP “Garage” a inizio 2021, per poi arrivare al singolo “Soft Kick” e successivamente al concept album “Sounds Bad”, uscito a giugno 2021.

Andrea Scollo
Ciao Andrea, benvenuto su Posta Indipendente! Prima di Io, hai avuto altre esperienze nell’ambito musicale?

Prima di incidere qualcosa ho suonato parecchio, avevo un gruppo dove suonavo la chitarra e cantavo. Abbiamo fatto molti concerti, stavamo quasi per registrare un disco, ma ci siamo sciolti prima di riuscirci.
Poi qualche esperienza qua e là, sono stato a Londra in “pellegrinaggio”, suonando nelle Jam Session di molti Blues Bar. Nel frattempo registravo qualche idea senza rendermi conto che IO stava pian piano prendendo forma.

Con quali strumenti musicali hai maggiore affinità e perché?

Sicuramente ho maggiore affinità con la chitarra, per me è molto più intuitiva di altri strumenti, riesco subito a buttare giù un’idea. Mi piace anche partire dalle linee di basso, rende subito l’idea del groove che poi prenderà il brano.
La voce invece è qualcosa che inserisco più raramente, per adesso è presente solo in “So Long”; devo essere abbastanza convinto prima di inserire il testo in un brano.

Quali sono le tue influenze musicali e in che modo ne vieni influenzato?

Il Blues sicuramente, sono sempre stato affascinato da quel filone di artisti che negli anni 50 sfornavano dischi per la Chess Records, soprattutto per quanto riguarda Muddy Waters. Per quanto questo genere possa non essere particolarmente percepito nella mia musica, in realtà sono molto influenzato dal Blues, soprattutto dal punto di vista solistico. Anche la musica dei Pink Floyd ha fatto la sua parte dal punto di vista compositivo e soprattutto del sound. Poi certe ritmiche Hip-Hop, la musica Lo-Fi e molta musica elettronica si mescolano insieme a tutto il resto.

IO, Spotify
Vuoi parlarci meglio del concept album “Sounds Bad” spiegandoci il suo filo conduttore interno?

Per Sounds Bad il filo conduttore è dato principalmente dal suono del giradischi in sottofondo, un pò come ascoltare l’album su un vero vinile. In realtà ho pensato che ogni ascoltatore avesse dovuto percepire la propria esperienze.
Posso dirvi che io me la sono immaginata così:
decidi di prendere una pausa e ti rilassi un pò, da solo nella tua dimensione sei felice senza preoccuparti di nient’altro. Poi ti accorgi che in realtà non ti sei mai preoccupato di nulla e ti rendi conto che sembra tutto troppo perfetto da sembrare preoccupante. Così decidi di uscire e fare le tue esperienze, di guardare davvero cosa c’è fuori, ed è lì che appunto il disco smette di girare; quello che prima “suonava male” adesso è qualcosa di più pulito.
Ti svegli il giorno dopo, qualcuno apre la tua porta domandandoti dove sei stato, inizi a ricordare la tua esperienza fuori, rappresentata da “The Garage Gig”.
Capisci così che sei sempre costretto a vedere le cose come ti dicono di fare; il disco riparte, ma cominci a capire che nulla è mai stato davvero reale.
Alla fine ti chiedi: “come sono potuto stare qui per tutto questo tempo?” Se vogliamo dargli un finale alternativo, ti svegli da questo lungo sogno, prendi un bel respiro e decidi che è arrivato il momento di prenderti una pausa.

Hai in mente qualcosa per il prossimo futuro di IO?

Si, sto pian piano lavorando a qualcosa di nuovo per IO, ma contemporaneamente sto creando qualche nuovo progetto dal quale forse potrebbe nascere qualcosa. Sono comunque sicuro che il prossimo anno ci sarò già qualcosa di nuovo da pubblicare.

a cura di
Chiara Zago

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