“Fragile”, il nuovo singolo di Manfri

Fragile è il nuovo singolo del cantautore classe 2000 Manfri, al secolo Manfredi Grigolo, distribuito da Artist First. Nonostante la sua giovane età, con i primi tre singoli, Rimedio, Moët e Stanza ha già collezionato quasi mezzo milione di streaming su Spotify.

La sua musica racconta la quotidianità con schiettezza, senza troppi giri di parole e Fragile non fa eccezione: è un brano che parla del momento in cui si affronta una separazione da una persona. La relazione viene riassunta nei pochi minuti della canzone, impressioni ed episodi fluttuano nel testo, quasi fosse un flusso di pensieri; questo flusso è percepibile anche dal punto di vista musicale ora più ritmico ed incalzante, ora più lento e melodico.

Manfri, i testi dei tuoi singoli trattano di tematiche quotidiane con un linguaggio semplice che senza giri di parole arriva al dunque; dal punto di vista del sound si percepiscono reminiscenze di diversi generi musicali, mi viene da pensare al Soul, all’RnB e all’indie pop. Ci parli un po’ del tuo progetto? Quando hai cominciato a scrivere le tue prime canzoni? 

È successo tutto molto di fretta, due anni fa circa, avevo già provato a scrivere qualcosa, ma mi ero limitato all’inglese, la prime volte che ho scritto in italiano sicuramente la lirica era un po’ più  “ingenua” e acerba, e lo si può percepire magari all’ascolto dei primi pezzi. Adesso sento di aver trovato più una mia dimensione senza però snaturarmi, sono contento di questo.  

Il 9 Aprile è uscito, distribuito da Artist First, “Fragile” il tuo nuovo singolo. Il ritornello è di quelli che ti si stampano in testa e non ne escono più, personalmente ho anche apprezzato molto alcune scelte armoniche e stilistiche tutt’altro che scontate: com’è nato questo brano? 

Spesso i pezzi e le melodie che reputo più belli sono quelle che mi saltano in testa in maniera completamente random, ironicamente dico “per illuminazione”, perché quando succede incomincio ad assemblare la traccia nella mia testa e devo correre subito al piano per stendere gli  accordi, è stato semplice coordinare ciò che volevo comunicare con il pezzo, o meglio ciò che mi  stava succedendo in quel momento a quelle melodie, il pezzo è nato in maniera fluida e semplice.  

Nelle tue canzoni i riferimenti alla quotidianità sono molto frequenti, sembra che le tematiche affrontate, le storie che racconti con la tua musica, derivino da vicende autobiografiche: Manfri è il tuo progetto da solista, chi è Manfredi Grigolo quando non scrive la sua musica? 

In realtà Manfri e Manfredi sono la stessa esatta persona, non è un caso che io abbia scelto il mio  soprannome storico, un nome con cui mi chiamano gli amici e chi ha confidenza. La verità è che  quando ho iniziato questo progetto non pensavo di essere nessuno al di fuori di me stesso.

Nonostante la giovanissima età i tuoi tre singoli precedenti, Rimedio, Moët e Stanza, hanno ricevuto ottimi risultati, su Spotify e sugli altri digital stores. A breve si dovrebbe ritornare a suonare live in tutta Italia; quanto ti è mancato cantare dal vivo i tuoi brani? Cosa dobbiamo aspettarci da Manfri per l’immediato futuro? 

Purtroppo non ho avuto molte esperienze sul palco, si contano davvero sulle dita di una mano; quando c’è stata la chiusura generale il progetto era partito da poco, sicuramente sarà bellissimo tornare a far ascoltare la musica dal vivo, che alla fine è l’essenza di ciò che faccio. Per quanto riguarda il futuro posso dire che sto lavorando molto e penso anche che sto facendo  le cose nel modo più giusto da quando ho iniziato, sto prendendo delle scelte importanti,  vedremo dove mi porteranno, per adesso no spoiler…

a cura di
Donato Carmine Gioiosa

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