Piero Campi: per la musica non scendo a compromessi

Siccome la musica ci piace scoprirla, ascoltarla e soprattutto condividerla, oggi vi presentiamo un cantautore che a nostro modestissimo parere ha molto da dire. Piero Campi è il suo nome ed è di origini pugliesi, per amore della musica ha raggiunto Bologna, dove ha avuto la fortuna di incontrare e diventare amico del mitico Lucio Dalla, per poi stabilirsi a Firenze, città di cui è innamorato.

Dopo numerose esperienze in band e da solista, è attualmente a lavoro sul suo terzo disco di inediti con la produzione artistica di Marco Schnabl, cantautore, chitarrista e produttore artistico con esperienze di tutto rispetto in Italia e in Europa. La pubblicazione del disco è prevista per il prossimo anno, nel frattempo lo abbiamo incontrato per farci raccontare come ha vissuto questo periodo pandemico e cosa vuole trasmettere col suo nuovo lavoro.

Chi è Piero Campi

Piero Campi nasce il 2 Febbraio 1982 a Taranto, la musica è sempre stata una componente fondamentale della sua vita, cantare è sempre stata la sua passione e il modo migliore per poter esprimere sé stesso. Le influenze musicali che hanno guidato il suo percorso di crescita musicale e personale sono state e sono tuttora diverse. Partendo dal presupposto che ama il rock, e la musica fatta di emozioni: tra i suoi ascolti troviamo Jeff Buckley, Van Morrison, Led Zeppelin, David Bowie, Timoria, Area, Afterhours, e U2. La loro arte, musica ed immagine hanno senza dubbio segnato il modo di vivere la musica del cantautore pugliese. Piero Campi alle superiori, infatti, ha messo su la prima band un po’ per gioco, un po’ per esorcizzare la timidezza. Poi ci sono state altre formazioni, fino a quella significativa con i Dharma anche se durata solo un anno. “Eravamo in studio per incidere l’album e decidere se portare avanti il progetto o meno”.

Dalla band al percorso solista

“Con il produttore artistico, Marco De Bartolomeo, ho deciso di continuare, anche senza la band e così nel 2007 ho pubblicato il mio primo disco solista “Piero Campi”. Da questo album sono estratti “Parole” e “Dove sarai” che hanno avuto un riscontro molto positivo”. Parole in particolare viene trasmessa nei network radiofonici locali e nazionali come: Virgin Radio (myradio) Radio Kiss Kiss, Radio 105 riscuotendo un discreto successo. Una prima consacrazione artistica avviene nel 2008 al “Nat Fest” di Taranto (davanti ad una piazza di 5mila persone) che lo vede vincere insieme all’ex band i Dharma. In quell’occasione il brano “Parole” è stato premiato come Miglior Inedito e Miglior Testo dal Presidente di giuria il maestro Beppe D’Onghia e della commissione composta da Mario Rosini, Antonio Coggio, Cosimo Damiano Lanza, Mariella Nava, Enzo Quarto, Mario Romano, Salvatore Russo e Marco Schnabl.

L a svolta pop con “Oltre” e l’esperienza Sanremese

Nel 2013 è uscito “Oltre,” un disco decisamente più pop che vede lo stesso Campi alla direzione artistica insieme al chitarrista e arrangiatore Claudio Scopigno. Da “Oltre” sono estratti “L’indifferenza” e “Dentro me” che hanno ricevuto una bella accoglienza. Il videoclip de “L’indifferenza” è stato girato a Matera da Edoardo Lapiana con protagonista l’attrice Marilù Pipitone (I 54 giorni di Paolo Borsellino), ed è stato premiato al FIM di Milano, trasmesso in Germania e in Spagna, e ha suscitato l’interesse anche della Rai. Dopo questi risultati esce “Dentro me” con sonorità europee e una scrittura completamente diversa. Nel 2014 partecipa alle selezioni di Sanremo Giovani con “Per non tornare indietro”, arrivato alle ultime fasi riceve i complimenti della giuria composta tra gli altri da Roby Facchinetti e Giusy Ferreri.

“L’indifferenza” – Videoclip ufficiale
Ciao Piero, benvenuto su Posta Indipendente. Come va, cosa ci racconti di questo ultimo periodo?

Dopo l’esperienza Sanremese mi sono fermato un attimo. In fase di riorganizzazione di idee, ho contattato Marco Schnabl, mio carissimo amico, conosciuto qualche anno prima, (era nella giuria di “Nat Festival”), perché volevo fare un disco completamente diverso da “Oltre”. Sento di essere cambiato sia a livello artistico che umanamente, complici i numerosi viaggi e esperienze vissute lontano da casa, sono cambiati anche gli ascolti. Un disco libero da logiche commerciali e radiofoniche.

A proposito di cambiamenti, ce ne sono stati nella tua vita?

Vivevo e lavoravo a Taranto, ho deciso di andar via. Prima a Pozzuoli, poi Bologna. È stata fondamentale, lì ho fatto la gavetta, ho incontrato Lucio Dalla e Paolo Piermattei e frequentato il circuito bolognese che è un vero serbatoio artistico. Successivamente mi sono trasferito a Firenze, mi sono innamorato di questa città e ci vivo tutt’ora. Adesso sono in studio per registrare il terzo disco che uscirà in vinile l’anno prossimo.

Il disco sarà un po’ lo specchio di questi cambiamenti?

Sì, per la prima volta parlo di temi sociali, vuoi anche per la situazione che viviamo da oltre un anno, confrontandomi con gli altri emerge davvero tanta frustrazione. Abbiamo dovuto rinunciare di colpo a cose e gesti che ci sembrano scontati prima. C’è un grande cambiamento esteriore e interiore, questa situazione cambierà tutti quanti che lo vogliamo o no. Personalmente ho imparato a prendere le cose alla leggera, non dare troppo tutto per scontato e che quando tutto va bene il karma ti punisce.

Come reagire quindi ai cambiamenti imposti?

Ci vuole equilibrio. Ognuno di noi lo trova in qualcosa, la musica è sempre stato l’ago della mia bilancia, è una valvola di sfogo importante, e ognuno deve necessariamente trovare la propria. La mia musica è cambiata perché sono cambiato anche io, è come camminare mano nella mano con la persona che ami e rispetti, si cresce insieme.

Cosa vorresti si percepisca del tuo lavoro?

Mi voglio staccare dalle logiche commerciali, voglio fare un disco per lasciare una traccia della mia esistenza su questo mondo, lontano da meccanismi che hanno un po’ rovinato l’arte musicale. Mi faccio la mia strada, sicuramente è più difficile ma è molto più umile. Voglio che si capisca l’entità dell’artista nudo e crudo, io nella musica ho deciso di non scendere a compromessi.

Nell’epoca delle piattaforme di streaming on line, cosa ne pensi della musica disponibile gratuitamente?

È un discorso culturale soprattutto in Italia, per esperienza diretta ma anche confrontandomi con Marco Schnabl che ha vissuto a Londra per 10 anni e collaborato con artisti internazionali, all’estero c’è rispetto per chi fa musica. Viene percepita come qualcosa di importante. Oggi va tutto più veloce e questa cosa un po’ mi spaventa. Però alcune volte o sali su un treno o cerchi di farti la tua vita come hai sempre fatto. Mi dispiace tanto si sia ridotto a questo. Penso che oggi artisti come i Pink Floyd o i Doors non sarebbero esistiti, non puoi fare arte con i paletti, diventa solo un prodotto commerciale-industriale. Io voglio sentirmi bene con me stesso. Ognuno di noi può fare la differenza per invertire la tendenza. Mi auguro che pian piano si prenda sempre più coscienza di questo.

E dei talent show?

Il più grave danno sono stati i reality/talent show. Io ho fatto la gavetta nelle cantine umide e oggi i ragazzi fanno le loro prime esperienze sul palco di The Voice, hai successo ma se non c’è una solida base vai a finire nel dimenticatoio ben presto. Ci sono tanti veri talenti tra loro, ma a quell’età non è facile gestire tutto, in Italia manca un po’ la figura del produttore artistico. Parlandone anche con Lucio mi raccontava di come oggi tutti vogliono arrivare direttamente su palchi importanti come chi fa musica da trent’anni. Ma quanti verranno ricordati come lui? Le sue canzoni continuiamo ad ascoltarle e le ascolteremo sempre.

Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono fare musica?

Vorrei che i giovani capiscano che il successo non va ad appagare il tuo ego, ma è qualcosa che ti completa. Bisogna distinguersi, non imitare a tutti i costi chi ha successo. Infatti anche artisti affermati si stanno distaccando da questi modelli-fotocopia, uno a caso è Caparezza che col nuovo disco continua a sorprendere e a evolvere costantemente, penso che l’artista debba sempre sorprendere.

Recentemente hai partecipato a una diretta streaming, tornando finalmente a suonare live. Cosa ci racconti a riguardo?

Si, è stata un diretta streaming organizzata da Radio Canale 7 di Prato, ringrazio dj Tommy per l’opportunità. Anche lui è vicino all’idea di musica da laboratorio. È stata una bella esperienza tornare live, bello è anche quello che si crea intorno, trovare persone che amano questo lavoro. L’empatia è la prima cosa che l’essere umano dovrebbe avere.

Oltre al disco, cosa bolle in pentola?

A breve uscirà un singolo con un sound rock e una composizione pop che anticiperà il disco che uscirà nel 2022, quando compirò 40 anni. Stamperò 100 copie in vinile, qualcosa di speciale, un’opera d’arte. Non so se ci sarà un altro lavoro. Inoltre sto realizzando un documentario con la regia di Edoardo Lapiana e la voce narrante di Marco Quintano, amico, speaker e direttore artistico di Radio Radiosa Music.

Auguriamo un in bocca al lupo a Piero Campi e buona musica!

a cura di
Mariangela Cuscito

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