I kemama e la loro denuncia sociale con “Poveri Demoni”

Poveri Demoni

Milano, 11 giugno 2021, I Kemama (Ketty Passa, Marco Sergi e Manuel Moscaritolo) presentano il videoclip ufficiale di “Poveri Demoni”, uno dei nuovi brani presenti nell’EP di debutto “Testa O Croce”, uscito il 4 giugno 2021, distribuzione Universal Music Italia.

 Il video, diretto da Michele Anzivino, a.k.a. Mike Prettywise , vede i Kemama esibirsi in un concerto senza pubblico. Siamo in un ambiente chiuso e illuminato malamente da inquietanti luci blu e rosse, in un’atmosfera che genera il ritratto perfetto dell’angosciante e incerta situazione della scena live in Italia e nel mondo degli scorsi mesi, dalla quale ci si appresta finalmente a uscire. Nel video è presente anche Rise Beatbox, che collabora nel pezzo contaminando il rock travolgente della band con un talento che affonda le sue radici nel rap.

In versi come “Persone sole che guardano il sole” e “Poveri Demoni che mi raggiungono per stare nelle mie zone rosse” c’è tutta l’attualità del momento storico in cui il mondo intero è stato catapultato nell’ultimo anno e mezzo. 

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I Kemama raccontano così il brano:

 “Persone sole che guardano il sole, per non crollare dal proprio balcone su un altro bancone, per anestetizzare”. In questa immagine che definisce il 2020 di molte persone, c’è la diretta conseguenza di una lotta inevitabile, quella coi nostri Demoni, che non vedono  l’ora di bussare alla porta, proprio quando sanno che non possiamo scappare. “Face to face, come se non pretendessero domande, cercano le risposte”. Con le spalle al muro non si può fare altro che affrontare quello che abbiamo di  fronte, tirare le somme e poi capire come trasformare una lotta in un ballo. “Compro la verità per fare luce, per non anestetizzare”. Perché anche attraversare il dolore ci ricorda che siamo vivi.”

Come nascono i Kemama

Il progetto Kemama è nato durante la fine del difficile anno appena trascorso, ed è caratterizzato dall’unione fra le atmosfere rock, in cui sovrastano chitarre prepotenti e batterie avvolgenti, e la voce inconfondibile di Ketty Passa. Voce che si fa portatrice di messaggi forti e attuali con grazia e incisività. Il sound dei Kemama diventa così unico e riconoscibile e mette in musica temi legati a esperienze personali e a denunce sociali attualissime, che in questo momento storico hanno più che mai bisogno di essere urlate e messe a nudo.

Del resto i Kemama sono nati in pieno periodo pandemico. Si presentano come una sorta di catarsi necessaria per combattere l’impotenza di fronte a un’emergenza sanitaria e sociale, sentimento comune all’umanità intera. Il debutto con il singolo “Codice Rosso” è l’emblema del loro messaggio: un urlo collettivo (in tutti i sensi, considerando le collaborazioni presenti: Omar Pedrini, Andy dei Bluvertigo, Cippa e Paletta dei Punkreas, Andrea Ra, Roberto Angelini) contro la violenza e la sensazione di solitudine che nel 2020 hanno regnato sovrane.

Anche il secondo singolo estratto, “Come un Body Shaming”, si addentra in tematiche attuali e delicate. Infatti il brano paragona l’anno di assenza di lavoro e l’incapacità di trattare la musica come tale, al fenomeno del Body Shaming, cioè un vero e proprio “insulto” alla bellezza e all’importanza dell’arte.

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Note biografiche

Kemama è un trio nato dall’incontro tra Ketty Passa, Marco Sergi e Manuel Moscaritolo. Inizialmente live band per il tour del disco “Era Ora” di Ketty, dal quale matureranno 4 intensi anni di collaborazioni artistiche. L’idea di ufficializzare un trio con propria anima arriva nel 2019 durante una produzione radio-televisiva con Ketty. Lei, presentatrice e cantante, era supportata da Marco e Manuel in qualità di resident band. Nel giro di pochi mesi, con un serrato lavoro in studio, viene trovato il sound, vengono completate le prime due canzoni e nasce il nome. Questo è formato dalla prima sillaba di ciascuno dei loro nomi, che ha un suono positivo, “che m’ama”, una sorta di mantra.

Con l’ingresso del 2020 tutto si ferma a causa della pandemia mondiale. Il lockdown dona la possibilità di dedicarsi completamente alla scrittura e di farlo con tutta l’emotività, la rabbia e la frustrazione alimentati dal momento storico. La voglia di scrivere e di dar vita a quel progetto embrionale concepito poco prima si unisce al bisogno di modificare le regole di un gioco che ha messo in stand-by la musica, cui l’Italia non sempre sa tributare il giusto merito. Kemama è necessità di esserci, è il risultato di una crescita interiore dei singoli componenti, affrontando tematiche che reputano importanti. Lo fanno attraverso un suono che nasce nella sua grande matrice, il ROCK, a cui si aggiungono sfumature 2.0 che derivano dall’esperienza artistica e personale dei singoli componenti.

a cura di
Ilaria Mazza

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