Ecco perché le notti bianche ci piacciono così tanto

Le notti bianche non è soltanto il titolo di uno dei libri più famosi di Dostoevskij, ma anche il nome di un duo campano che si sta facendo notare attraverso le sue storie d’amore in pillole, se prima c’era stata “Inverno 3310”, ora abbiamo la nuova uscita “una canzone che ti piace tanto”, sempre per l’etichetta Revubs Dischi.

Se anche voi siete degli eterni nostalgici delle canzoni anni Ottanta e delle cassette riavvolte con la matita, allora questa è l’intervista che non dovete assolutamente perdervi!

Ciao ragazzi, benvenuti su Postaindipendente! Vi andrebbe di presentarvi a chi ancora non vi conosce!

Ciao, siamo “Le Notti Bianche”, un duo campano nato nel 2017. Ci siamo conosciuti una sera d’estate, su una terrazza in compagnia di un’ottima pizza e birre in lattina. Da allora abbiamo pubblicato un po’ di brani, suonato in giro e non ci siamo più fermati.

Il nome del gruppo, come avrete potuto intuire, non è soltanto un riferimento all’omonimo romanzo dell’autore russo Fedor Dostoevskij, ma anche alla giovinezza e alle notti insonni passate a sognare ad occhi aperti.

Il 7 maggio pubblicate il vostro nuovo singolo “una canzone che ti piace tanto”, raccontateci di più!

“Una canzone che ti piace tanto” racconta la nostra ossessione per gli anni ’80, i viaggi in macchina per andare al mare le cassette dei nostri genitori nello stereo. È un viaggio fatto di ricordi, attraverso la storia di due innamorati che discutono e sono in macchina da ore, aspettando solo che la radio passi la canzone giusta, per smettere di parlare e cantare a squarciagola. Approfittiamo della domanda anche per ringraziare i ragazzi di Revubs Dischi per aver collaborato con noi.

Mi è piaciuta molto la scelta di un genere che volge maggiormente ad un bedroom pop: a chi vi ispirate maggiormente?

Ci fa molto piacere perché avete colto un riferimento importante per questo singolo, ultimamente ci influenzano molto queste sonorità. Artisti come Mac DeMarco, Men I Trust o Boy Pablo sono per noi una fonte di ispirazione importante. 

In un mercato musicale ormai saturo di artisti quasi tutti cloni, qual è la vostra opinione riguardo alla musica contemporanea?

Forse il panorama musicale italiano in questo momento è, in un certo senso, saturo. C’è bisogno di tornare a suonare dal vivo, di fare in modo che gli artisti tornino a vivere per poter sperimentare nuove sonorità che possano portare un po’ di “aria fresca”.

Avete pubblicato anche una storia a puntate sul vostro profilo Instagram: come nasce l’idea e in che modo si collega al vostro progetto musicale?

Per noi ogni brano ha la sua storia e il suo mondo e può interfacciarsi e comunicare con altre forme d’arte. Per “Inverno 3310”, grazie agli spunti di riflessione offerti dalla canzone e dalla copertina abbiamo deciso di allargare questa visione con l’aiuto di Carmine Acierno (grafiche) e Stefano Colucci (testi), così è nato “Inverno 3310 – Il Fumetto”, pubblicata sul nostro Instagram.

Partendo dal brano, Carmine ha creato delle illustrazioni su cui Stefano ha scritto una storia a lieto fine in tre capitoli in cui il protagonista si sente fuori posto rispetto ad una società in cui non si rispecchia. Nonostante le difficoltà, sceglie di non cambiare e di rimanere sé stesso, accettando la sua diversità come un fattore, assolutamente, positivo.

Grazie alla ritrovata tranquillità, la storia si conclude con il miglior lieto fine: il protagonista si innamora e trova la ragazza che ama, tornando ad apprezzare la bellezza delle piccole cose, come dividere una pizza a portafoglio o condividere le cuffiette sulla Circumvesuviana, di ritorno a casa dopo una giornata a Napoli.

A cura di
Ilaria Rapa

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