Lady Cocca e gli Appuntamenti (im)perfetti: EP pilota

La rubrica di Lady Cocca è finalmente online e no, non vi diremo chi si cela dietro alle parole (talvolta imbarazzanti) della nostra scrittrice
Le presentazioni di Lady Cocca, prima di tutto

Salve a tutti, mi presento come Lady Cocca, la scelta del nickname è ben presto chiarita, abbiate solo la pazienza di aspettare quel tanto che basta per scoprire cosa ci sarà in questa nuova rubrica.

Innanzitutto ditemi: quanti hanno seguito le storie raccontate da Lady Whistledown nella serie di Netflix dedicata alla famiglia Bridgerton? Ecco, come la cara Lady Whistledown, mi tocca mantenere l’anonimato se voglio augurarmi di portare avanti la rubrica, ma soprattutto se voglio auspicare ad un futuro meno zitelloso.

Qui il secondo punto che apre le porte a quel che diverrà il fulcro del tutto: i primi appuntamenti (im)perfetti.

Nel periodo attuale gli appuntamenti non sono all’ordine del giorno, soprattutto se bisogna raggrupparli in periodi in cui il rosso vermiglio non la fa da padrone. Per vostra fortuna sono zitella da tanto quindi materiale in archivio mnemonico ce n’è in abbondanza. Direi che, dopo questa premessa opportuna, possiamo addentrarci nel clou del tema prescelto.

Chi di trekking ferisce di copulazione perisce

Non molto tempo fa, dopo una lunga comunicazione epistolare virtuale con codesto esemplare di Manzo (lo chiameremo così), si è deciso di conoscerci di persona.

Il periodo è l’inizio estate della pandemia, la sottoscritta ha iniziato a camminare per smaltire i chili in eccesso presi durante il primo lockdown (e pure prima che ci fosse, ma fingiamo che sia stata la pandemia a farmi assomigliare alla matrona di Robin Hood) senza alcun esito positivo.

Questo ve lo dico in anticipo così non vi viene in mente di scoprire come sia fatta. Oppure immaginatemi bellissima e desiderabilissima se vi fa piacere. Bando le digressioni, come dicevo, Manzo ed io abbiamo deciso di mandare alle ortiche i classici primi appuntamenti noiosi per buttarci su un qualcosa che fosse diverso.

Non avevo tenuto conto del sudore, dell’afa, degli insetti e di tutto il resto, mi pareva semplicemente carina l’idea e quindi con l’entusiasmo di una ragazzina che dopo mesi di chiusura vede un altro essere umano non congiunto e inseribile nell’ambito famigliare, capirete bene quanto quello che poi accadrà avrà del memorabile sotto ogni punto di vista.

Manzo in questione mi dice che con le trecce stile Heidi sono carina, e chi sono io per rifiutargli quella piccola gioia? Il giorno dell’appuntamento, coi miei chili di troppo, i leggings tecnici, una t-shirt con nodo tattico che cela la panzona ma esalta il seno e le trecce alla Lolita un po’ cresciuta, ci vediamo e iniziamo a parlare e camminare.

Dopo mezz’ora ero già da buttare, ve lo dico per onestà.

Ma in fin dei conti questi racconti sono frutto si esperienze reali con annesso sudore e afa, quindi romanzarli più del dovuto mi pare ridicolo, anche se a parte un paio di pause per bere acqua, ce la siamo cavata abbastanza bene: abbiamo percorso quattro chilometri in un tempo rispettabile nonostante il sole cocente e l’ostinato bisogno di parlare come se non ci conoscessimo già un po’.

Prima di ripercorrere il tragitto all’inverso ci fermiamo per l’ultimo riposo.

Mentre controllavo il cellulare lui mi fa:
Manzo: “Hai visto?”
Me: “Cosa?”
Manzo: “Quello aveva una prostituta in auto”

In effetti no, incredibilmente non avevo visto e lo ammetto a voi e l’ho ammesso con lui, ero distratta, stavo riprendendo fiato e maledicendomi per aver portato una borraccia con poca acqua.

Riprendiamo il percorso di ritorno percorrendo una nota via fatta dai pellegrini (non ve lo dico il nome), un tipico paesaggio di campagna con campi coltivati, campi lasciati allo stato brado, qualche villona enorme con annesse statue greche e soprattutto zone con pochi ripari, pochi alberi o cespugli.

Ed è in uno di questi piccoli tratti privi di qualunque riparo, case, alberi o la qualunque, che la macchina che lui aveva visto poco prima la vediamo bella parcheggiata con gli sportelli aperti e il tizio di turno intento a copulare frenetico come un bisonte che nella stagione degli accoppiamenti vede la sua bisontessa bendisposta.

Manzo con grande prontezza mi tira indietro verso l’unico cespuglio poco folto ma utile a celarci, perché figuriamoci se mi ero accorta della cosa: eravamo in piena salita e l’unica cosa che volevo era arrivare a casa e buttarmi in doccia.

Segue dialogo tra noi che ha dell’assurdo, in cui Manzo voleva aspettare, io proseguire, ma razionalmente do ragione a lui e cala il silenzio.

Un conto è vedersi un porno con il tizio che stai frequentando, un conto è vedere due che copulano davanti a te nella vita reale. Insomma, a quanti di voi è capitato durante un primo appuntamento? Presumo a nessuno a parte me e Manzo.

Comunque gli dico che probabilmente durerà tre minuti come un qualunque uomo medio italiano (sì lo so potevo esser più gentile ed escluderlo ma anelavo la doccia e basta). Inutile dirvi che ho avuto pienamente ragione, tempo tre minuti e il tizio ha concluso l’amplesso, abbiamo aspettato ancora qualche minuto e poi ci siamo rimessi in marcia.

Abbiamo incrociato l’auto coi due poco dopo, evidentemente stava riaccompagnando la signorina sul posto di lavoro, mentre noi due si è cercato di riempire l’imbarazzo di parole e parole e parole.

Son tornata a casa, salutato e buttato in vasca, mai più rivisto o sentito, ma so che questo primo (e unico) appuntamento (im)perfetto non se lo dimenticherà mai più. E voi? Ne avete di appuntamenti (im)perfetti da raccontarci? Prometto di mantenere l’anonimato anche nel vostro caso.

Baci e uova sull’avocado toast dalla vostra Lady Cocca

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